Morte avvelenate, oggi nuovi interrogatori in Questura a Campobasso

Cronaca

Nuovi testimoni saranno sentiti dalla Squadra Mobile di Campobasso nel pomeriggio mentre Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, stando a quanto si apprende da fonti investigative, dovrebbe essere riconvocata in Questura la prossima settimana

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Proseguono le indagini di quello che è diventato un giallo. Nel fine settimana andranno avanti gli interrogatori nell'ambito dell'inchiesta di Pietracatella. Nuovi testimoni saranno sentiti dalla Squadra Mobile di Campobasso nel pomeriggio mentre Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, stando a quanto si apprende da fonti investigative, dovrebbe essere riconvocata in Questura la prossima settimana. 

Materiale sequestrato

Servirà ancora qualche giorno anche prima che venga programmato un nuovo sopralluogo nella casa. Si attendono risposte anche dal fronte dell’indagine che riguarda i dati contenuti nei telefoni che sono stati sequestrati. 

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Legale della famiglia: "Tra loro meno di normali litigi"

"Normali litigi, anzi meno dei normali litigi. Questa è la ragione per la quale Gianni, Alice e gli altri prossimi congiunti non si spiegano cosa  possa essere accaduto". Così l'avvocato Vittorino Facciolla, legale della famiglia Di Vita, in merito alle indiscrezioni su possibili litigi e tensioni tra parenti che sarebbero emersi dalle indagini sul giallo di Pietracatella. "Se c'erano state delle vicende familiari evidenti, che comportavano dei dissidi forti - aggiunge all'ANSA - sarebbero emerse in un attimo, questo non è accaduto ed è una ragione che desta, se vogliamo, anche maggiore preoccupazione perché non capire quale può essere stato l'innesco di tutto questo non ti rende tranquillo". Facciolla parla anche del mancato sequestro del telefono di Gianni Di Vita (l'unico non prelevato tra quelli della famiglia), il papà e marito di Sara e Antonella Ielsi, le due donne morte avvelenate da ricina. "Se ne avessero bisogno è lì a disposizione - spiega -. Tra le altre cose non è stato alterato nell'utilizzo e questo sarebbe anche facilmente dimostrabile attraverso la Polizia Scientifica. La messa a disposizione anche del telefonino di Gianni, laddove la procura lo ritenesse, è connaturata alla condotta di collaborazione che sino ad oggi, come parti offese, abbiamo sempre avuto". Infine l'avvocato commenta la decisione di Gianni e Alice Di Vita che da alcuni giorni hanno lasciato il paese per trasferirsi a Campobasso. "Una decisione con ragioni che erano quasi obbligate - evidenzia il legale - perchè Alice il prossimo mese deve svolgere gli esami di maturità e loro stavano vivendo in un contesto comunale che era diventato particolarmente difficile per l'interesse mediatico che la vicenda desta. Quindi avevano grandi difficoltà a svolgere una vita serena per l'assedio dei media, media che certamente svolgono il loro lavoro, ma che grandi margini di serenità non lasciano a chi è protagonista di queste vicende. Si sono visti obbligati a trovare un'altra situazione abitativa, seppure temporanea, quantomeno fino a quando Alice non avrà terminato l'esame di maturità classica". 

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