La scuola sciopera il 6 e il 7 maggio contro Invalsi, riforma istituti tecnici, precarietà
CronacaDiverse sigle sindacali hanno proclamato astensioni dal lavoro con modalità differenti, protestando anche contro le nuove linee guida per i licei e chiedendo l'assunzione su tutti i posti disponibili
Lezione scolastiche a rischio nei prossimi giorni. Mercoledì 6 e giovedì 7 maggio varie sigle sindacali hanno indetto uno sciopero per protestare ad esempio contro le prove Invalsi (calendarizzate in quelle giornate per la scuola primaria, classi seconde e quinte) e contro la riforma degli istituti tecnici. Sono chiamati ad astenersi dal lavoro sia gli insegnanti che il personale ATA e le fasce dirigenziali. Previste varie manifestazioni in strada, come quella del 6 maggio alle 10 davanti al Ministero dell'Istruzione. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Gli scioperi della scuola del 6 e 7 maggio
Sono diversi gli scioperi che si concentrano nelle giornate del 6 e del 7 maggio, con modalità differenti.
- Lo sciopero è proclamato per entrambi i giorni nella loro interezza sia da Cobas Scuola che da Usb Pi e chiama all’astensione tutto il personale: dirigenti, non dirigenti, personale educativo e scolastico, personale docente, personale ausiliario e personale tecnico e amministrativo (ATA). In Sardegna è organizzato da Cobas Sardegna, con l’adesione di FISI – Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali e di SSB – Sindacato Sociale di Base.
- Per tutta l’intera giornata del 7 maggio è proclamato lo sciopero da Cub Sur, Sgb e Flc Cgil, per il personale dirigente, docente e ATA degli Istituti tecnici.
- C’è poi uno sciopero breve per il 6 maggio 2026, proclamato da Cub Sur e Sgb per il personale docente della scuola primaria. Questa mobilitazione dovrebbe coprire solamente le attività funzionali e le attività connesse ai test Invalsi e le “attività funzionali connesse alle sole attività di correzione e tabulazione delle prove, per il periodo della correzione dei test”. Coinvolto il personale docente.
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I motivi dello sciopero: Usb Scuola
Riguardo lo sciopero per tutto il personale di due giorni, l’Usb Scuola spiega che si protesta contro “la militarizzazione della scuola e della società, contro la leva obbligatoria, contro la riforma degli istituti tecnici e professionali e contro le nuove linee guida dei licei”. Si invita anche al boicottaggio delle prove Invalsi e si denuncia un rinnovo contrattuale con “salari vergognosi mentre l’inflazione cresce”. Nel mirino le politiche del ministro Valditara: “La sua scuola non è la nostra. Le sue politiche reazionarie, classiste, repressive e di militarizzazione sono nemiche di studenti e lavoratori”. Sulla riforma dei tecnici e professionali e sulle nuove indicazioni per i licei, considerate parti di un unico disegno, il sindacato attacca: “Non è orientamento, è selezione di classe. Non è innovazione didattica, è privatizzazione strisciante del sapere. Vengono poi denunciati tagli al sostegno per gli studenti con disabilità.
Cub Scuola contro la riforma degli istituti tecnici
Cub Scuola sciopera contro la riforma degli istituti tecnici parlando del rischio di "una scuola al servizio delle imprese: si riduce il tempo scuola, si tagliano le materie caratterizzanti i diversi corsi di studi e si introducono i percorsi di formazione scuola-lavoro già dal secondo anno, accentuando così il carattere addestrativo al lavoro che si vuole assegnare alla formazione tecnica".
Cobas Scuola
E ancora, Cobas Scuola definisce le prove Invalsi "quiz inutili e dannosi", chiede il recupero di almeno il 30% del potere di acquisto del personale docente e ATA, si scaglia contro la riforma degli istituti tecnici, chiede l'assunzione su tutti i posti disponibili e protesta contro i progetti di autonomia differenziata.