Agenti della polizia scientifica per tre ore all'interno dell'abitazione, dove sono stati trovati e portati via cinque telefoni e un computer
È durato quasi tre ore il sopralluogo della polizia scientifica nella casa della famiglia Di Vita a Pietracatella. Gli esperti delle forze dell'ordine, così come disposto dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli, hanno prelevato dall'appartamento tutti i dispositivi elettronici appartenuti a Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, le due donne uccise poco dopo Natale con la ricina. All'interno dell'abitazione sono stati trovati e portati via cinque telefoni e un computer. Per quanto riguarda gli smartphone (tre iPhone, un Samsung e uno Xiaomi) solo due erano provvisti di sim. Alcuni dei telefoni sono stati trovati in un cassetto e nella tasca di un giubbotto. Il computer invece era nella cucina.
Prelevati anche alcuni documenti
Presenti, oltre a gli agenti della polizia, anche i consulenti delle parti, indagati e parti offese. I reperti, così come già accaduto per lo smartphone sequestrato il mese scorso ad Alice Di Vita, saranno consegnati al laboratorio digitale della procura di Campobasso per le successive attività di acquisizione forense che la procura delegherà successivamente con un atto a parte. Il sopralluogo ha riguardato sia l'appartamento dove vivevano le due vittime che quello della madre di Di Vita, la nonna e suocera delle donne morte. Sarebbero stati prelevati anche alcuni documenti.
Procuratrice: "Progressivo avanzamento delle indagini"
"Siamo in una fase di attesa ma di progressivo ingresso nelle vicende di cui ci stiamo occupando che non potevano restare più al livello soltanto della tossicologia e degli studi scientifici ma, a questo punto, chiedevano un intervento da un punto di vista delle attività giudiziarie vere e proprie". Lo ha detto la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli. Parlando del sopralluogo della scientifica nell'appartamento della famiglia, la procuratrice ha spiegato che si tratta di "attività previste già che, allo stato, non erano state fatte perché avevamo bisogno di conferme da parte dell'Istituto di tossicologia della Maugeri e abbiamo bisogno ancora, in realtà, non solo di conferme da questo punto di vista ma dal punto di vista dell'attività autoptica".