Caso Minetti, media: Italia chiede informazioni all'Uruguay tramite Interpol

Cronaca

Secondo il media uruguaiano Telenoche, la richiesta include anche informazioni sulla madre biologica del bambino, che risulta scomparsa, e sugli avvocati deceduti legati al caso, oggetto di un'indagine tuttora in corso

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Proseguono le indagini sull’adozione da parte della coppia Minetti-Cipriani del minore all'origine della grazia concessa a Nicole Minetti. Nelle ultime ore è giunta, tramite Interpol, una richiesta di informazioni dall'Italia all'Uruguay. Lo rende noto il media uruguaiano Telenoche. La richiesta - prosegue lo stesso media - include anche informazioni sulla madre biologica del bambino, che risulta scomparsa, e sugli avvocati deceduti legati al caso, oggetto di un'indagine tuttora in corso. L'Uruguay non ha un termine prestabilito per l'elaborazione e la risposta a questo tipo di richieste. "Come sempre, le autorità competenti risponderanno formalmente alle richieste provenienti dall'Italia, secondo la tradizione democratica del nostro Paese", hanno dichiarato fonti del governo dell'Uruguay interpellate dall'ANSA in merito alla collaborazione sul caso Minetti. 

 

Le ricostruzioni sul percorso di adozione

Secondo l'ex presidente dell'Inau, l'ente uruguaiano che gestisce le adozioni, Pablo Abdala, l'adozione è stata "condotta con successo" e "nel rispetto della legge". Secondo la stampa locale, gli operatori dell'Inau, l'ente delle adozioni in Uruguay, decise di far adottare il bimbo alla coppia Minetti-Cipriani, e non alla seconda, uruguaiana, convinta di fare il bene del minore. Le ricostruzioni di stampa tuttavia non chiariscono definitivamente l'effettiva regolarità dell'intero processo. Secondo l'Observador questa seconda famiglia figurava nei fascicoli dell'Inau e aveva ottenuto una valutazione tecnica positiva. Nulla impediva, fino a quel momento, che la famiglia potesse quindi procedere con l'iter di adozione. Inoltre, nei confronti della coppia Minetti-Cipriani erano state emesse delle notifiche contrarie al proseguimento dell'adozione, vista la nota condanna in Italia dell'ex consigliera lombarda per istigazione alla prostituzione. L'allora direttore della divisione Adozioni, Darío Moreira —recentemente trasferito in un'altra area dell'Inau— aveva infatti ritenuto che non si dovesse proseguire con la valutazione della famiglia italiana, dati i suoi precedenti penali in Italia. Ma nel racconto spunta un nuovo dettaglio ancora non chiaro su una presunta denuncia per violenza domestica presentata da una ex a carico dell'uomo della coppia concorrente, che non sarebbe allegata al fascicolo e non vi sono nemmeno atti successivi registrati presso il Ministero dell'Interno al riguardo. 

 

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