Ravenna, invasione di pavoni a Punta Marina: Comune punta al censimento degli esemplari

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Per una parte degli abitanti la convivenza è diventata una fonte inesauribile di stress, a causa di rumori molesti e problemi igienici. La tensione è salita ulteriormente nelle ultime settimane, in coincidenza con la stagione degli accoppiamenti

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A Punta Marina, nel Ravennate, si riaccende il dibattito sulla presenza massiccia dei pavoni, una questione che da oltre un decennio spacca l’opinione pubblica tra residenti e visitatori. Se per i turisti e i più piccoli questi animali rappresentano un’attrazione suggestiva e un simbolo del luogo, per una parte degli abitanti la convivenza è diventata una fonte inesauribile di stress, a causa di rumori molesti e problemi igienici. La tensione è salita ulteriormente nelle ultime settimane, in coincidenza con la stagione degli accoppiamenti. In questo periodo primaverile, il richiamo dei pavoni si fa incessante, trasformandosi in urla notturne che rendono difficile il riposo. L’associazione Clama, che si occupa della gestione della colonia in convenzione con il Comune di Ravenna, spiega che si tratta di un fenomeno fisiologico destinato a durare circa un mese. Tuttavia, le criticità non si fermano al rumore: i residenti segnalano danni strutturali ai tetti e giardini costantemente sporcati dagli escrementi. Nonostante le richieste di un intervento straordinario di pulizia dei marciapiedi avanzate al Comune, le risposte tardano ad arrivare, lasciando i cittadini in una situazione di stallo.

Le pratiche da seguire consigliate ai cittadini

Un altro nodo riguarda il comportamento dell’uomo. I volontari di Clama hanno ribadito più volte l'importanza di non nutrire i pavoni, una pratica che, sebbene mossa da buone intenzioni, spinge gli animali a raggrupparsi in piccole colonie stanziali vicino alle case, aggravando il problema. Molti cittadini, però, ignorano questi suggerimenti poiché ormai considerano i volatili come veri e propri animali domestici di quartiere. Tra chi invoca un allontanamento definitivo e chi difende la bellezza di questi esemplari, la ricerca di un compromesso appare sempre più difficile, mentre chi vive a ridosso delle aree di stazionamento si chiede se sia ancora possibile garantire una qualità della vita dignitosa.

Il Comune prepara il censimento

Il Comune attende di svolgere un conteggio degli esemplari che, nel 2023 si attestava a una trentina. “Quello ormai è un numero vecchio", spiega l'assessora con delega ai Diritti degli animali, Francesca Impellizzeri. "Ora abbiamo persone che parlano anche di 100-120 esemplari. Serve fare un conto in modo metodico. In questo momento stiamo lavorando per redigere un censimento, che partirà tra qualche mese, e capire quanti maschi e femminile ci siano sul territorio. Poi quando avremo contezza dei numeri cercheremo di capire insieme alla comunità e alle associazioni animaliste quali azioni mettere in campo”.

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