Sa die de sa Sardigna 2026, la festa della Sardegna: storia ed eventi in programma

Cronaca

Sa Die de Sa Sardigna è la giornata del popolo sardo, istituita nel 1993 per celebrare l’identità storica, linguistica e culturale dell’Isola. Una due giorni di musica, riflessione e confronto per connettere la Sardegna con le altre realtà insulari del mondo

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La festa "Sa die de sa Sardigna" è stata istituita dal Consiglio regionale della Sardegna il 14 settembre 1993 con l’intento di ricordare il coraggio e il sacrificio degli antenati sardi, che lottarono per la libertà del proprio popolo. La ricorrenza commemora la cacciata da Cagliari del vicerè piemontese Vincenzo Balbiano e dei funzionari sabaudi in seguito alla sommossa dei vespri sardi del 28 aprile 1794. Assieme alla Festa di Sant’Efisio, il Santo che liberò Cagliari dalla peste,  è una delle ricorrenze più sentite dalla popolazione sarda, e viene celebrata ogni 28 aprile con manifestazioni ed eventi in diverse località dell’isola. In occasione di questa giornata che vuole celebrare l’identità storica, linguistica e culturale dell’Isola, la regione promuove il progetto speciale “Isole Future”: due giorni di musica, riflessione e confronto per connettere la Sardegna con le altre realtà insulari del mondo. Un progetto che nasce con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra culture insulari attraverso la musica e il confronto, valorizzando al tempo stesso la Sardegna come luogo di produzione culturale contemporanea. L’iniziativa punta a coinvolgere in particolare le nuove generazioni, contribuendo a consolidare il ruolo dell’Isola come crocevia di relazioni e sperimentazioni culturali.

Il concerto del 28 aprile

Il cuore dell’iniziativa sarà l'evento musicale in programma martedì 28 aprile dalle 19 in Piazza del Carmine, nel quartiere storico di Stampace. Uno spazio simbolico della città che, attraverso la musica, torna a essere luogo di incontro, partecipazione e vitalità culturale. Sul palco si alterneranno artisti provenienti da diverse isole del mondo, protagonisti di progetti che intrecciano radici e innovazione. Il viaggio sonoro prenderà forma con l’incontro tra Arrogalla (Francesco Medda) e il Cuncordu e Tenore de Orosei, uno dei gruppi più autorevoli nella tradizione vocale sarda, custode sia del canto sacro a cuncordu sia del canto profano a tenore: un dialogo intenso tra elettronica contemporanea e canto tradizionale sardo, in cui le stratificazioni sonore create da Arrogalla si fondono con una delle espressioni più autentiche della polifonia isolana, riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. A seguire, il pubblico sarà accompagnato nell’universo musicale di Gavino Murgia e il suo progetto Madrike, formazione internazionale guidata dal sassofonista e compositore sardo, in grado di costruire paesaggi sonori in cui convivono improvvisazione jazz, tradizione mediterranea e suggestioni africane. Un progetto che restituisce il Mediterraneo come spazio vivo di scambio e contaminazione culturale.

Musica e tradizione

Il programma proseguirà aprendo una finestra sulle altre isole europee con le Pitxorines, gruppo delle Isole Baleari che lavora sulla riscoperta e reinterpretazione del repertorio popolare del proprio territorio. Attraverso un equilibrio tra ricerca filologica e sensibilità contemporanea, il loro lavoro restituisce nuova vitalità a canti e musiche tradizionali. A completare il quadro internazionale sarà la presenza di Maya Kamaty, artista originaria dell’Isola della Réunion, tra le voci più significative della nuova scena dell’Oceano Indiano. La sua musica nasce dall’incontro tra la Maloya – genere musicale, simbolo della sua terra – e sonorità pop, elettroniche ed urbane, offrendo una prospettiva contemporanea e globale sul tema delle identità insulari. 

Tra storia e cultura

Una riflessione che proseguirà giovedì 30 aprile con una giornata di studi dedicata alla storia, alla cultura e al ruolo delle isole nel mondo contemporaneo, ospitata dalle 9:30 alle 19 nell’aula “Roberto Coroneo” della Cittadella dei musei dell’Università di Cagliari. “Dalla Sarda rivoluzione all’Europa delle Isole: Storia, Cultura e Prospettive” è il titolo della tavola rotonda. Nel corso della mattinata, il focus sarà dedicato al Settecento sardo, analizzato da diverse prospettive. La prima tavola rotonda, incentrata sulla lingua e la cultura, vedrà il contributo di Duilio Caocci, Dino Manca, Giulia Murgia e Simone Pisano. 

La seconda, il cui focus saranno politica e società vedrà protagonisti Antonie-Marie Graziani, Giampaolo Salice, Franciscu Sedda e Adriana Valenti Sabouret. Nel pomeriggio la tavola rotonda che analizza il ruolo della Sardegna nella storia mediterranea sarà discussa dagli studiosi Sebastiana Nocco, Giampaolo Salice, Giovanni Ugas e Momo Zucca. La sessione conclusiva, intitolata “Isole, Arcipelaghi, Mondi: riflessioni sull’isolanità”, affronterà invece il tema delle isole in una prospettiva contemporanea e multidisciplinare. 

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