Condé Nast annuncia la chiusura di Wired Italia

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Ad annunciare la decisione è stato l’amministratore delegato dell’azienda editoriale americana, Roger Lynch: Wired Italia e altre riviste “non sono redditizie e continuare a gestirle nella loro forma attuale limita la nostra capacità di investire nelle idee e negli ambiti che guideranno la crescita futura”, ha detto

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Addio a Wired Italia. La rivista di tecnologia, scienza, cultura e innovazione si prepara a chiudere dopo l’annuncio dell’editore Condé Nast. Uscita nel Paese per la prima volta a marzo 2009, la pubblicazione non produce più i guadagni di un tempo e per questo smetterà la sua attività. La notizia è stata diffusa in una nota dell’amministratore delegato dell’azienda editoriale americana Roger Lynch. "Nel complesso, WIRED in Italia, SELF e i mercati Glamour interessati rappresentano poco più dell'1% del nostro fatturato complessivo. Inoltre - ha sottolineato l’ad di Condé Nast - non sono redditizi e continuare a gestirli nella loro forma attuale limita la nostra capacità di investire nelle idee e negli ambiti che guideranno la crescita futura".

Lynch: "Edizione italiana non ha tenuto il passo con la crescita"

Non è la prima crisi per Wired Italia, che già nel 2015 aveva subito il dimezzamento della redazione, da 12 a 6 giornalisti. Anche in quel caso, le motivazioni dei licenziamenti erano legate ai costi elevati della pubblicazione a fronte di introiti non soddisfacenti. Come riporta il Post, alcune fonti di Condé Nast hanno reso noto che l’azienda ha comunicato ai dipendenti la chiusura della redazione solo dieci minuti prima della pubblicazione del comunicato online. "Per Wired in Italia - si legge nella nota di Lynch - stiamo pianificando di abbandonare le pubblicazioni. Sebbene Wired rimanga un forte marchio globale, l'edizione italiana non ha tenuto il passo con la crescita negli altri nostri mercati, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Medio Oriente, Giappone e Messico". Ancora non è chiaro quando si interromperanno le pubblicazioni e quale sarà il futuro dei dipendenti. Il comunicato di Condé Nast ha però fatto sapere che "Wired Consulting e gli eventi dal vivo proseguiranno in tutta Europa, gestiti principalmente dal team Wired nel Regno Unito" senza specificare l’implicazione dell’Italia.

La nota dell’amministratore delegato di Condé Nast, Roger Lynch
La nota dell’amministratore delegato di Condé Nast, Roger Lynch

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