Palermo, riemerge dai sotterranei il Ponte delle Teste mozze
Cronaca
L'antico ponte, dove secondo alcune fonti combatterono i Mille per farsi strada verso Palermo, è stato riscoperto durante i lavori per il tram e restaurato. Sarà visibile per la prima volta al pubblico in questo fine settimana e nei prossimi due. E nell'ambito del festival "Il Genio di Palermo" in programma tante visite guidate alla riscoperta delle antiche dimore nobiliari e delle storiche botteghe degli artigiani.
Già il nome rievoca una leggenda e a lungo la sua stessa esistenza è stata messa in dubbio. Del ponte scomparso c’era traccia soltanto negli schizzi dei viaggiatori del Grand Tour e in qualche foto di inizio del secolo scorso, fino a quando non è riapparso, dall'oblio e dai sotterranei della città. Il Ponte delle teste mozze, sulle cui campate, secondo alcuni storici, si svolse la battaglia tra Borboni e i Garibaldini che tentavano di aprirsi la strada verso lo Stradone di Porta di Termini per entrare a Palermo, è ritornato alla luce dopo un secolo, grazie ai lavori per la linea del tram.
Originariamente realizzato in legno, poi nel 1577 ricostruito in pietra, sorgeva su una delle due diramazioni del fiume Oreto. Intorno al 1930 il Ponte delle Teste Mozze venne totalmente interrato e in questo modo si salvò dalla demolizione quando fu deviato il corso dell’Oreto. Nel 2014 durante la realizzazione della linea tramviaria e grazie agli scavi della Soprintendenza, l’antico Ponte è stato recuperato e messo in sicurezza e grazie alla collaborazione con l’Amat e con il Comune, è ora possibile visitarlo, in questo weekend durante il "Genio di Palermo", festival organizzato dalla Fondazione Le Vie dei Tesori e giunto alla sua quinta edizione, e poi negli altri due fine settimana tra il 24 e il 26 aprile e tra l’1 e il 3 maggio, dalle 10 alle 17.30.
“Un altro tassello di storia ritorna in vita: grazie alle Vie dei Tesori, apriamo il Ponte delle Teste mozze, sito dimenticato della città - dice l’assessore comunale al Turismo, Alessandro Anello – ma anche una vera bellezza del tutto inattesa: un modo per promuovere la città”. “Il ponte delle teste mozze è stato affidato ad Amat durante i lavori di realizzazione dei lavori del tram – spiega Giuseppe Mistretta, presidente di Amat – Accompagniamo sempre gli eventi del Comune organizzando spostamenti in bus e tram per raggiungere i siti. E abbiamo siglato un accordo con Le Vie dei Tesori che hanno già proposto al pubblico le visite sia alle officine che al deposito del tram di via Castellana”.
“Per tre weekend Vie dei Tesori con Comune e Amat proporrà questa visita eccezionale: un ponte dimenticato negli ultimi 130 anni, tanto che non si sapeva neanche più bene dove fosse – dice Marcello Barbaro, vicepresidente della Fondazione Le Vie dei Tesori. Sarà possibile non solo ammirare il ponte con le sue tre campate, ma anche comprendere l’importanza di questo punto di accesso alla città: il percorso di visita partirà da Ponte dell’Ammiraglio, scenderà sotto terra e raggiungerà poi il Piano dei Decollati, seguendo l’antico percorso del fiume Oreto: oggi negletto, era invece parte integrante della vita della città”.
Un percorso fortemente voluto dalla II Circoscrizione: “Abbiamo sempre sentito parlare di questo luogo, finora sconosciuto. E oggi siamo felici di essere stati i promotori di questa riscoperta – spiegano Giuseppe Federico, Giacomo Viscuso e Gianluca Inzerillo, rispettivamente presidente, vicepresidente e consigliere della II Circoscrizione – è un segno che la Circoscrizione non si occupa soltanto della piccola rigenerazione, ma guarda e protegge i beni monumentali che ci circondano”.
I festival "Genio di Palermo" e "Le Vie del commercio"
L'apertura del Ponte delle Teste mozze non è l’unica sorpresa del Genio di Palermo, un viaggio nella bellezza sotto lo sguardo benevolo del patrono laico della città, quel Genio barbuto che ama gli artisti, i creativi, gli ideatori. Fino a domenica 19 aprile il programma prevede eventi in tanti luoghi e una sezione dedicata alle autentiche botteghe artigiane. Oltre a Ponte delle Teste Mozze, si potrà scoprire ciò che seppero creare due geni creativi, come il decoratore e scenografo visionario Gino Morici, e l’ingegnere eclettico Giuseppe Arici: nata in piena Art Déco, tra il 1936 e il 1938 Casa Savona è rimasta intatta per quasi un secolo. Oggi ci si muove tra stanze affrescate, arredi maliziosi che nascondono marchingegni. È stata acquistata dalla Regione Siciliana e restaurata dalla Soprintendenza: anche questo sarà un viaggio affascinante e del tutto inedito.
Si visiterà invece solo domenica dalle 10 alle 13, a cantiere aperto e con la guida dello storico Carmelo Lo Curto che l’ha studiata, Porta Mazara, la più antica della città, tornata alla luce quando venne demolito il bastione di Pescara a fine dell’Ottocento. L’antica Ma’skar, citata già dall’arabo Ibn Hawqal nel X secolo, per secoli è rimasta celata dentro il baluardo, e tornò alla luce solo nel 1885, durante la demolizione della seicentesca Porta Montalto. Oggi proprietà del Comune, si trova all'interno dell'area recintata degli edifici di Patologia dell'Università, nel cuore dell’Albergheria. Sotto gli archi rimasti si notano ancora tracce di affreschi molto pregiati. Pare vi fossero raffigurati quattro santi – Giacomo Maggiore, Antonio Abbate, Pietro e Bartolomeo – due per parte sui lati della volta a botte, mentre in cima dominava un tondo con il Cristo Pantocratore. Alcuni di questi affreschi, oggi rimossi e conservati alla Galleria d’Arte moderna, testimoniano la straordinaria ricchezza artistica di un luogo rimasto segreto per secoli.
Organizzato per il quinto anno dalla Fondazione Le Vie dei Tesori in collaborazione con l’Università di Palermo, l’assessorato regionale ai Beni Culturali e Soprintendenza, il Comune, l’Amat e numerose altre istituzioni, il festival del Genio di Palermo prevede visite guidate tra i sontuosi salotti di Villa Niscemi e di Villa Boscogrande, tanto amati da Visconti, tra gli affreschi ritrovati dell’ex Mulino Sant’Antonino (grandioso esempio di archeologia industriale, in corso di restauro) e quel capolavoro neoclassico che è il Teatro Politeama.
E poi fino a domenica nell'ambito de "Le vie del commercio", ovvero un festival nel festival, è possibile visitare botteghe storiche, laboratori artigiani e incontrare i nuovi creativi che hanno scelto di tornare a popolare i vicoli del centro, dai maestri che intrecciano ancora i vimini, agli argentieri che maneggiano materiali preziosi, dai cesellatori che restaurano le opere, alle dita sapienti dei liutai e ancora, pupari, pittori di carretti e ceroplasti, accanto a chi trasforma la carta alimentare in taccuini preziosi e a designer contemporanei che reinventano la gioielleria di tradizione. Non potevano mancare laboratori tessili e sartoria sociale, dove il riciclo diventa impegno sociale, né i custodi dei sapori siciliani, tra frutta secca e gastronomia autentica. C’è anche chi, da quattro generazioni, restaura oggetti in tartaruga, e chi accoglie i visitatori in un atelier dove coralli, argenti e ricordi della corte borbonica si mescolano a uno sguardo nuovo.
Orari e informazioni su www.leviedeitesori.com