Madonna di Trevignano, al via oggi il processo a Gisella Cardia e al marito

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La sedicente "veggente" deve presentarsi insieme al marito Giovanni Cardia davanti ai giudici del tribunale di Civitavecchia. La coppia è accusata di concorso in truffa per aver sottratto, tra il 2018 e il 2023, oltre 300mila euro donati dai fedeli che periodicamente si radunavano per partecipare al fenomeno delle false apparizioni mariane sulle sponde del Lago di Bracciano

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Al via oggi il processo sulla Madonna di Trevignano. Gisella Cardia, sedicente "veggente", deve presentarsi insieme al marito Giovanni Cardia davanti ai giudici del Tribunale di Civitavecchia per rispondere di concorso in truffa. Secondo l'accusa la coppia avrebbe sottratto, tra il 2018 e il 2023, oltre 300mila euro donati dai fedeli che periodicamente si radunavano sulle sponde del Lago di Bracciano per assistere a false apparizioni mariane. 

Cosa succedeva a Trevignano Romano

Dalle trasudazioni di statuette e quadri raffiguranti la Madonna e Gesù, fino alla prefigurazione di futuri cataclismi: Gisella e il marito avrebbero inscenato negli anni "falsi miracoli" per attirare fedeli fino a trasformare il loro domicilio e un terreno in località Campo le Rose in un'area di pellegrinaggio. Come si legge nel decreto di giudizio del Pm, le somme venivano versate in favore dell'associazione e, in una occasione, allo stesso Cardia. I fondi venivano poi impegiati "per l'abbellimento e ingrandimento del terreno di culto" tramite "l'acquisto del campo, della recinzione, di un box auto, di un'autovettura da quasi 40mila euro e un altro terreno agricolo".

L'inchiesta

L'inchiesta, partita nel 2024 dopo la denuncia di Luigi Avella, ex sostenitore di Gisella Cardia, aveva portato all'istituzione di una commissione su iniziativa della diocesi di Civita Castellana per indagare sui presunti fenomeni soprannaturali. Già in quell'occasione la presunta veggente era stata ritenuta inattendibile e il vescovo Salvi aveva invitato i fedeli a non partecipare ai raduni definiti "non sovrannaturali". Sul caso era intervenuto anche il Vaticano con una stretta sulle false apparizioni religiose a fini di lucro.

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