Migliori università al mondo, La Sapienza e il Politecnico di Milano tra le eccellenze
CronacaIntroduzione
Sessanta atenei italiani compaiono nella classifica del QS World University Rankings pubblicata il 25 marzo per un totale di 769 presenze, posizionando l'Italia al terzo posto tra i Paesi dell'Unione Europea per numero di università classificate. Sul piano dell'eccellenza individuale, la Sapienza Università di Roma si conferma per il sesto anno consecutivo prima al mondo in Classics & Ancient History, mentre il Politecnico di Milano entra per la prima volta nella Top 100 assoluta attestandosi al 98° posto globale
Quello che devi sapere
Sapienza prima università al mondo in Classics & Ancient History
La Sapienza Università di Roma si conferma l'istituzione accademica italiana più celebrata dalla classifica QS by Subject 2026. Per il sesto anno consecutivo, l'ateneo romano conquista il primo posto assoluto mondiale in Classics & Ancient History, l'unico primato globale detenuto da un'università della Penisola in qualsiasi disciplina accademica. Il 2026 segna un ulteriore salto qualitativo: per la prima volta nella storia, un'università italiana si posiziona con tre discipline distinte nella Top 10 della classifica. Accanto al primato in Classics & Ancient History, la Sapienza ottiene il 7° posto mondiale sia in Archaeology che in History of Art, che compie un balzo ancora più significativo dalla 18° alla 7° posizione mondiale. La rettrice Antonella Polimeni ha commentato i risultati sottolineando come questi traguardi rappresentino una testimonianza tangibile dell'impegno scientifico dell'ateneo e della sua capacità di custodire un'eredità culturale millenaria proiettandola verso il futuro, attraverso una ricerca e una didattica di respiro internazionale.
Politecnico di Milano: l'ingresso nella Top 100 globale
Se la Sapienza eccelle nelle discipline umanistiche, il Politecnico di Milano invece eccelle sul versante della classifica generale QS World University Rankings 2026. Per la prima volta in assoluto, un ateneo italiano entra nella Top 100 della graduatoria generale di QS, e quell'ateneo è proprio il Politecnico che si attesta al 98° posto tra oltre 8.400 università valutate in 106 Paesi. Il risultato rappresenta il culmine di un percorso decennale straordinario: il Politecnico è passato dal 187° posto del 2016 al 98° del 2026, guadagnando 89 posizioni in dieci anni, di cui 41 negli ultimi tre. La rettrice Donatella Sciuto ha definito il traguardo una svolta per l'istruzione superiore italiana, paragonabile a quella degli altri Paesi del G7 che già figuravano stabilmente nella Top 100. Sul piano disciplinare, l'ateneo si conferma primo in Italia per numero di presenze nella Top 50 mondiale con 10 soggetti, convertendo in risultati di fascia alta il 38% del proprio totale. Le performance per materia sono di altissimo livello: il 6° posto mondiale in Architecture/Built Environment, il 21° in Engineering & Technology come area complessiva, il 32° in Data Science & AI — dove l'Italia nel 2026 è passata da 3 a 7 atenei classificati. L'ateneo figura anche tra i primi 25 al mondo in Civil & Structural Engineering, Electrical & Electronic Engineering e Mechanical, Aeronautical & Manufacturing Engineering.
Bocconi conferma nelle discipline economiche
L'Università Bocconi di Milano resta una conferma nelle scienze economiche, manageriali e sociali, con due posizioni nella Top 10 mondiale per materia. Nella classifica QS by Subject 2026, l'ateneo milanese si colloca al 9° posto in Marketing e al 10° posto in Economia e Management, ribadendo una leadership che non conosce rivali nel panorama nazionale. Nella Top 20 mondiale, la Bocconi guida l'Italia a pari merito con il Politecnico di Milano, con quattro presenze ciascuno, la rappresentanza italiana più ampia in questa fascia d'eccellenza. Nella Top 50 complessiva, la Bocconi conta cinque soggetti classificati, posizionandosi al quarto posto tra gli atenei italiani per densità nell'élite globale. Questi risultati confermano la reputazione internazionale costruita dall'ateneo negli anni, fondata su solidi indicatori come la reputazione accademica, quella presso i recruiter globali e l'impatto delle pubblicazioni scientifiche in ambito economico e manageriale.
Luiss conferma nelle Scienze Politiche
La LUISS Guido Carli di Roma si distingue come istituzione di riferimento italiana nel campo delle Scienze Politiche e degli Studi Internazionali, collocandosi al 23° posto mondiale in questa disciplina, il miglior piazzamento tra gli atenei italiani per questo settore. Un risultato che riflette la crescente internazionalizzazione dell'università romana e la qualità della sua offerta formativa e di ricerca in un settore strategico come quello della politica internazionale e delle relazioni diplomatiche.
Le università italiane sono un'eccellenza in Europa
Nel confronto europeo, l'Italia occupa dunque una posizione di tutto rispetto. Il Paese si colloca al terzo posto tra le nazioni dell'Unione Europea per numero di università classificate, alle spalle di Francia e Germania, ma sale al secondo posto a livello europeo per numero totale di voci nel ranking, superata soltanto dalla Germania. Sessanta atenei italiani compaiono nella classifica con 769 presenze complessive, di cui 671 nelle singole discipline e 98 nelle cinque grandi aree tematiche. L'Italia è il settimo Paese più rappresentato al mondo per atenei classificati. Nella Top 10 mondiale per singola disciplina, dunque, l'Italia è presente con cinque posizioni: Sapienza con tre (Classics & Ancient History al 1°, Archaeology al 7°, History of Art al 7°), Politecnico di Milano con due (Architecture al 6° e un altro soggetto) e Bocconi con due (Marketing al 9° e Economics al 10°), più la Scuola Normale Superiore al 10° in Classics. Un risultato che colloca la Penisola tra le nazioni con la più alta concentrazione di eccellenze assolute nell'UE.
Il metodo QS: i parametri per ideare la classifica
La classifica per materie elaborata da QS Quacquarelli Symonds si articola in cinque ampie aree tematiche all'interno delle quali sono considerati 55 soggetti. Per realizzare l'edizione 2026, sono state valutate oltre 6.277 istituzioni in tutto il mondo, delle quali 1.912 hanno trovato spazio nella classifica finale. Il ranking prende in considerazione cinque indicatori principali, il cui peso varia in base alla disciplina e alla macro-area considerata. Il primo indicatore è la reputazione accademica, basata su un sondaggio globale tra docenti e ricercatori che valutano la qualità dell'insegnamento e della ricerca. Il secondo è la reputazione presso i datori di lavoro, costruita sulle opinioni di recruiter in tutto il mondo. Il terzo indicatore misura le citazioni per paper, ovvero l'impatto delle pubblicazioni scientifiche. Il quarto è l'H-Index, che valuta la prolificità e l'impatto delle citazioni ricevute dai ricercatori. Il quinto, infine, è l'International Research Network (IRN), che analizza la rete di co-autori internazionali nelle pubblicazioni scientifiche, premiando le università con una rete di collaborazioni globale più estesa.
La classifica: MIT in testa mentre l'Asia avanza
Il QS World University Rankings 2026 è la sedicesima edizione annuale della classifica elaborata da QS Quacquarelli Symonds. Quest'anno la classifica ha analizzato oltre 21.000 programmi accademici in più di 1.900 università distribuite in oltre 100 Paesi, coprendo 55 discipline suddivise in cinque grandi aree di studio: Arti e Scienze Umane, Ingegneria e Tecnologie, Scienze della Vita e Medicina, Scienze Naturali, Scienze Sociali, Economiche e Manageriali. Sul podio globale si conferma una gerarchia ormai consolidata. Il Massachusetts Institute of Technology (MIT) mantiene il primato assoluto per il quattordicesimo anno consecutivo, sinonimo di un'eccellenza irraggiungibile nella ricerca, nella didattica e nella reputazione internazionale. Al secondo posto si colloca Imperial College London, seguito da Stanford University al terzo. University of Oxford e Harvard University completano la Top 5. Oltre il podio, la Top 10 vede la presenza di ETH Zurich, University of Cambridge, National University of Singapore (NUS), UCL e California Institute of Technology (Caltech). Un elemento di spicco è la progressione delle università asiatiche: NUS ha guadagnato ben 20 posizioni nell'arco di tre anni, riflettendo gli ingenti investimenti governativi di Singapore nella ricerca e nell'internazionalizzazione. Sul fronte dei miglioramenti più netti, Sunway University in Malaysia ha scalato oltre 120 posizioni, il salto più ampio dell'intera edizione 2026.
Le sfide per il sistema universitario italiano
QS non manca di sottolineare le contraddizioni strutturali del sistema universitario italiano. Accanto a punte di altissimo livello internazionale, come quelle descritte nei paragrafi precedenti, restano evidenti la disomogeneità nella capacità di ricerca tra atenei, la pressione sulle risorse finanziarie, la difficoltà nel competere a livello globale per attrarre i talenti migliori e la tendenza a non riuscire a consolidare i risultati su scala più ampia e più diffusa. La sfida per il sistema italiano, secondo QS, non è dimostrare di possedere eccellenza: i risultati del 2026 lo confermano con chiarezza. La sfida è piuttosto riuscire a sostenerla nel tempo, ampliarla e renderla più capillare tra discipline, istituzioni e aree strategiche della competitività accademica globale. Il confronto con i grandi sistemi universitari anglosassoni e con l'emergente potenza asiatica impone un ripensamento delle politiche di finanziamento, reclutamento e internazionalizzazione.