L'esibizione è stata inaugurata al Metropolitan Museum, nel cuore della città, e sarà visitabile fino al 28 giugno. Tra le opere anche lo Stendardo Processionale della Santissima Trinità, presentato come il primo dipinto interamente autografo dell'artista
Raffaello alla conquista di New York. È arrivata una nuova mostra nella Grande Mela, si intitola “Raphael: Sublime Poetry” e sarà visitabile al Metropolitan Museum fino al 28 giugno. Città di Castello e l’Umbria diventano così protagoniste della città con lo Stendardo Processionale della Santissima Trinità, presentato come il primo dipinto interamente autografo dell'artista. Il sindaco di Città di Castello Luca Secondi e l'assessore alla Cultura Michela Botteghi hanno dichiarato: “Questa è una mostra straordinaria che scrive la storia dell’arte”.
"Raphael: Sublime Poetry": cosa sapere
La mostra antologica, dedicata al genio del Rinascimento italiano, attraversa la vita e le opere dell’artista, dalle origini agli anni straordinari a Firenze, dove si confrontò con Leonardo da Vinci e Michelangelo, fino agli ultimi anni alla corte del Papa Giulio II a Roma: in tutto 237 opere tra cui 23 dipinti e 142 disegni (175 dello stesso Raffaello). La curatrice della mostra Carmen C. Bambach, una delle massime esperte del Rinascimento italiano, ha seguito anche il progetto scientifico del restauro dello Stendardo di Raffaello, elaborato dall’ICR (Istituto centrale per il restauro). L'intervento è stato condotto in sinergia con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria e con il Comune di Città di Castello, sotto l'egida della Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura.
Bambach: "Raffaello è stato un modello di perfezione"
La curatrice ha spiegato la sua passione per l’artista urbinate facendo un paragone con la contemporaneità: "Mi piace pensare a Raffaello come al più grande influencer di tutti i tempi: dal Cinquecento fino al tardo Settecento fu venerato come l’artista italiano per eccellenza, insieme a Leonardo da Vinci e Michelangelo. Oggi viene spesso collocato al terzo posto, ma si può sostenere che sia allo stesso livello e la storia dell’arte lo dimostra: Raffaello è stato un modello di perfezione, bellezza, grazia e forza espressiva”.
Stendardo Processionale della Santissima Trinità, Raffaello
Dipinto olio su tela (166x94 cm per lato), con cornice seicentesca, databile al 1499 circa e conservato nella Sala della Contemplazione della Pinacoteca comunale di Città di Castello, costituisce una delle prime opere attribuite all'artista, l'unico dipinto di Raffaello rimasto a Città di Castello e l’unica opera mobile dell'artista in Umbria. Di proprietà del comune di Città di Castello, con un valore stimato di 6 milioni di euro, è considerato - e come tale studiato - opera di eccezionale valore culturale, sia perché attesta le primissime prove di Raffaello magister sia per il livello artistico, che presenta caratteri propri dell’epoca matura dell’artista.
Secondi e Botteghi: "Il restauro dello stendardo è il risultato di una grande sinergia tra livelli istituzionali"
"Giunge a conclusione oggi un progetto di valorizzazione di grande importanza che il Comune di Città di Castello ha condiviso con la Soprintendenza Archeologia Beni Culturali e Paesaggio dell’Umbria e con l’Istituto Centrale per il Restauro, a cui va il ringraziamento per avere restituito all’opera la leggibilità che il tempo aveva ridotto”, hanno dichiarato il sindaco di Città di Castello Luca Secondi e l'assessore alla Cultura Michela Botteghi, affiancati dal professor Tom Henry fra i più importanti storici dell’arte al mondo ed il direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro, Luigi Oliva. “Lo Stendardo – hanno proseguito - oggi appare nel suo originale pregio e rilievo artistico, oggetto di nuove e approfondite indagini diagnostiche e storiche, che porteranno nuova luce anche sulla sua genesi. Vogliamo sottolineare come elemento rilevante la significativa sinergia tra livelli istituzionali che ha accompagnato questo complesso intervento e che si integra alla collaborazione con il MET che ha sostenuto il restauro”.
Giuli: "Ci impegniamo a condividere il nostro patrimonio"
“Circa 50 opere vengono dall'Italia, uno dei partner più preziosi del Met" ha dichiarato il direttore Max Hollein, lunedì nel corso dell’inaugurazione alla presenza del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha osservato come, "i prestiti italiani testimoniano una alleanza strategica e l'impegno a condividere il nostro patrimonio con il pubblico globale".