Famiglia nel bosco, ispettori a L'Aquila. Difesa presenta ricorso

Cronaca

Gli inviati del ministro della Giustizia Carlo Nordio sono arrivati al Tribunale dei Minori del capoluogo abruzzese. Gli accertamenti potrebbero durare anche due o tre giorni. I legali Marco Femminila e Danila Solinas chiedono il ricongiungimento dei bambini coi genitori

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La mattina del 17 marzo, alle 9:30, gli ispettori incaricati dal ministro della Giustizia Carlo Nordio sono arrivati al Tribunale per i Minorenni di L'Aquila per esaminare gli atti e analizzare la vicenda relativa alla cosiddetta famiglia nel bosco di Palmoli (Chieti). Il loro arrivo ha portato al rinvio della udienze in programma per oggi. All'esterno della struttura si è tenuta un’iniziativa del sindacato di polizia penitenziaria in favore dei magistrati.

 

"Stiamo facendo tutti gli accertamenti necessari secondo la delega del ministro nella massima collaborazione e serenità. In questo momento l'attività nostra è riservata, quindi questo è quello che possiamo dire", ha commentato la capo-delegazione degli ispettori del ministero della Giustizia, Monica Sarti all'uscita dal tribunale. Secondo quanto si apprende l'ispezione - che consiste nell'acquisizione di documentazione e nell'eventuale ascolto dei magistrati coinvolti - potrebbe durare anche due o tre giorni.

Il ricorso degli avvocati 

Intanto il 16 marzo gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas hanno depositato alla Corte d’Appello di L’Aquila il ricorso presentato contro il provvedimento del Tribunale per i Minorenni del capoluogo abruzzese che ha disposto l’allontanamento dei bambini dalla casa famiglia di Vasto (Chieti), dove si trovano dal 20 novembre scorso, quando furono sottratti ai genitori ai quali è stata revocata la responsabilità genitoriale. Al ricorso è stata allegata anche la relazione degli psicologi della Asl Lanciano-Vasto-Chieti che, dopo aver analizzato la vicenda, sostengono la necessità di riunificare il nucleo familiare nell’interesse dei minori. La stessa valutazione espressa dagli esperti incaricati dalla famiglia Trevallion: “L’allontanamento dal contesto familiare è stato fortemente traumatico”, dichiara all’Adnkronos il perito della famiglia e psichiatra Tonino Cantelmi. “Nel ricorso viene evidenziato che tutte le criticità segnalate nel tempo dai giudici sono state affrontate, risolte e superate e che, pertanto, non sussistono più motivi per mantenere separati i bambini dai loro genitori”.

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Le motivazioni del ricorso

Tra i punti del ricorso figurano "l'accettazione della famiglia di trasferirsi in una casa offerta dal Comune di Palmoli (Chieti), organizzando l'istruzione dei figli con una maestra nello spazio di accoglienza" e il fatto che i minori “hanno ricevuto tutte le vaccinazioni necessarie, dimostrando così che i genitori non si oppongono alle cure mediche". Altro punto evidenziato dai due legali della coppia, "la presunta genericità e affidabilità delle relazioni fornite dai servizi sociali e dalla casa famiglia, su cui si sarebbe poggiata la decisione del Tribunale minorile". La difesa sostiene che "il tribunale ha accettato ciecamente questi rapporti, che sarebbero in gran parte copiati". L'ultimo aspetto portato all'attenzione dei giudici della Corte d'Appello la relazione che "non sarebbe stata tenuta nella giusta considerazione redatta dal dipartimento di neuropsichiatria infantile della Asl Lanciano Vasto Chieti, che raccomandava il ricongiungimento familiare". I giudici di secondo grado hanno tempo sessanta giorni per decidere. 

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