È stato condannato all'ergastolo Moussa Sangare, accusato dell'omicidio di Sharon Verzeni, uccisa a coltellate la notte tra il 29 e il 30 luglio del 2024 a Terno d'Isola, in provincia di Bergamo. Lo hanno deciso i giudici dopo qualche ora di camera di consiglio.
I giudici della Corte d'assise di Bergamo hanno condannato all'ergastolo Moussa Sangare, imputato per l'omicidio di Sharon Verzeni, 33 anni, uccisa a coltellate la notte tra il 29 e il 30 luglio del 2024 a Terno d'Isola, in provincia di Bergamo.
A Sangare sono state riconosciute le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi oltre alla minorata difesa, essendo il delitto accaduto di notte e ai danni di una donna da sola. All'udienza erano presenti il padre di Sharon Verzeni, Bruno, la madre Maria Teresa Previtali, la sorella Melody, il fratello Christopher e il fidanzato Sergio Ruocco. "Abbiamo almeno avuto la soddisfazione di aver giustizia, il pensiero di lei c'è sempre", ha detto Ruocco dopo la sentenza.
La difesa di Moussa Sangare
"Sicuramente faremo ricorso in appello" contro la sentenza di primo grado. A dirlo, contattata dall'Adnkronos al termine del processo, è il legale di Sangare, Tiziana Bacicca. Il nuovo difensore, nominato al termine della discussione delle parti a gennaio, aveva depositato una memoria difensiva, "in cui riesaminavo tutte le prove. Oggi in aula ho chiesto l'assoluzione e in subordine di escludere tutte le aggravanti, ma non è stato riconosciuto nulla", racconta il legale. Sangare è rimasto "tranquillo" dopo la condanna all'ergastolo, dal momento che "aveva già sentito la richiesta all'esito della requisitoria del pm e anche io in carcere l'avevo preparato a questa evenienza", riferisce il difensore, pronto a ricorrere in appello.
La sorella di Verzeni: "Sharon sarai sempre viva nei nostri cuori"
"Abbiano confidato fino all'ultimo che l'imputato riconoscesse il suo efferato delitto, questo purtroppo non è successo e ciò non fa altro che aumentare la sua pericolosità", ha dichiarato la sorella sorella di Sharon Verzeni, Melody. "Auspichiamo che il tempo concessogli possa almeno fargli capire il male che ha commesso", ha aggiunto la donna, ringraziando "la Corte d'assise per il giudizio giusto e obiettivo pronunciato con questa sentenza". Poi ha rimarcato: "Non ci dimenticheremo del lavoro svolto dal pubblico ministero, dai carabinieri, di quanti hanno lavorato per fare emergere la verità". Melody Verzeni ha poi concluso rivolgendo un pensiero alla sorella: "Sarai sempre viva nei nostri cuori, con noi tutti i giorni".