Un’operazione congiunta della Procura di Bologna e della Guardia di Finanza ha scoperto un sistema illecito di accesso a piattaforme di streaming a pagamento. Circa 120 persone in tutta Italia sono state sanzionate per aver fruito di contenuti senza autorizzazione, con multe che in alcuni casi superano i 5.000 euro
La lotta alla pirateria digitale colpisce anche chi usufruisce dei servizi in modo illecito. La Procura di Bologna e il nucleo speciale beni e servizi della Guardia di Finanza di Roma hanno individuato circa 120 clienti di streaming pirata collegati a un rivenditore residente in provincia di Rimini. Le persone che avevano accesso ai contenuti a pagamento in maniera illecita sono state identificate grazie all’analisi dei flussi finanziari e dei pagamenti effettuati tramite carte prepagate e bonifici bancari.
Il meccanismo scoperto
Il rivenditore riminese metteva a disposizione pacchetti che consentivano l’accesso a piattaforme come Sky, Dazn, Netflix, Disney+ e Prime Video, dietro pagamento di un canone mensile. Gli investigatori hanno ricostruito il funzionamento del sistema monitorando transazioni economiche e abbonamenti illeciti.
La portata delle sanzioni
I clienti individuati risiedono in circa 60 province italiane. La Guardia di Finanza ha contestato violazioni amministrative in materia di tutela del diritto d’autore, con multe fino a 5.000 euro nei casi più gravi e per recidiva. Molti utenti finali sono risultati residenti nel territorio romagnolo.
Come operava il circuito pirata
Secondo quanto spiegano le Fiamme Gialle, il sistema era spesso promosso tramite passaparola e conoscenze dirette. Il rivenditore forniva i pacchetti illeciti agli utenti, che potevano così accedere alle piattaforme senza sottoscrivere regolari abbonamenti. Le attività investigative della Procura di Bologna e del nucleo speciale beni e servizi della Guardia di Finanza proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità del rivenditore e dei clienti coinvolti.