Abbandonò la fidanzata in montagna e lei morì congelata: alpinista condannato per omicidio

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Il tribunale di Innsbruck ha condannato Thomas Plamberger a cinque mesi di carcere e a una multa di 9.400 euro per la morte della fidanzata Kerstin Gurtner, deceduta durante una scalata sul Grossglockner. La sentenza evidenzia errori nella gestione della salita e scelte imprudenti, pur escludendo un’intenzione di nuocere da parte dell’alpinista

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Il 19 gennaio 2025 una scalata sul Grossglockner si è trasformata in tragedia. Kerstin Gurtner, 33 anni, è stata lasciata a circa 46 metri dalla vetta, esposta a temperature rigide e forti raffiche di vento, e ha perso la vita per assideramento. Ora il tribunale di Innsbruck ha condannato il fidanzato e compagno di arrampicata, Thomas Plamberger, a cinque mesi di carcere e a una multa di 9.400 euro per omicidio colposo per "grave colpa". La sentenza sottolinea come l’alpinista abbia compiuto errori nella valutazione delle capacità della partner e nella gestione della salita, pur non avendo agito con volontà omicida.

Ruolo dell’alpinista e responsabilità

Secondo la sentenza, Plamberger, 37 anni, aveva esperienza superiore rispetto a Kerstin e ricopriva il ruolo di guida durante la scalata. La giovane, alle prime esperienze su montagne così impegnative, si era affidata completamente al compagno. Il tribunale ha evidenziato che la valutazione delle capacità della donna era stata sottostimata, contribuendo alla tragedia.

L'attrezzatura e la preparazione

Durante la salita, Kerstin non è stata protetta con la coperta termica né con il sacco a pelo da bivacco, nonostante fossero presenti nello zaino. Le provviste erano limitate a bevande e snack, e i ramponi utilizzati non erano ideali per la tipologia di arrampicata. Queste condizioni, unite al freddo intenso e al vento in quota, hanno aggravato il rischio.

La dinamica dell'avvenimento e i soccorsi

Plamberger si è allontanato per cercare aiuto senza effettuare una chiamata immediata ai soccorsi, spegnendo il cellulare per risparmiare batteria. Il tribunale ha rilevato che, pur non avendo agito con intenzione di danneggiare, le scelte compiute sono state insufficienti a garantire la sicurezza della compagna. Il giudice Norbert Hofer, esperto in incidenti di montagna, ha condannato l’alpinista a cinque mesi di reclusione e a una multa di 9.400 euro. La sentenza evidenzia come l’esperienza non possa sostituire una valutazione attenta delle condizioni, dell’equipaggiamento e della preparazione dei compagni di salita.

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