Cognome imbarazzante, tre fratelli ottengono di poterlo cambiare a Rimini

Cronaca

In Italia il cambio di cognome è regolato dagli articoli 89-93 del Dpr 396/2000, modificato dal Dpr 54/2012. La richiesta va fatta al Prefetto della provincia di residenza o di nascita. Nell'istanza va spiegato il motivo per il quale si richiede il cambio. Non si tratta, infatti, di un diritto automatico ma viene concesso solo per motivi validi

ascolta articolo

La legge lo consente “a patto che si abbia una motivazione valida e giusta”. E la motivazione di tre fratelli di Rimini è stata ritenuta tale da consentire il cambio di cognome: dal paterno “Bocchini” al materno “Muratori”. La storia, raccontata dal Corriere di Bologna, è quella di tre giovani stanchi di portare un cognome “imbarazzante” che si prestava facilmente a derisione e scherno. Seguito l’iter previsto in questi casi (richiesta alla Prefettura), hanno chiesto e ottenuto il cambio.

La storia

Il primo a procedere è stato il secondogenito, nel 2022. Una volta che la sua pratica è stata accettata, è stata riproposta dal fratello maggiore e poi la famiglia ha deciso di estendere il cambio anche al terzo figlio, ancora minorenne. Il padre non si è opposto: "Ha le spalle larghe e non ci fa più caso" ha spiegato l'avvocata della famiglia, Cinzia Novelli. “Il cognome era diventato un problema, li imbarazzava - ha detto ancora la legale al Resto del Carlino - ma c’è voluto più di un anno prima che la Prefettura di Rimini concludesse l’istruttoria e decidesse di accogliere la richiesta. I funzionari hanno voluto cercare tra i precedenti, verificare se la motivazione addotta fosse valida”.

Vedi anche

Doppio cognome, cresce l'utilizzo: a Milano lo ha un neonato su 5

La legge

In Italia il cambio di cognome è regolato dagli articoli 89-93 del Dpr 396/2000, modificato dal Dpr 54/2012. La richiesta va fatta al Prefetto della provincia di residenza o di nascita. Nell'istanza va spiegato il motivo per il quale si richiede il cambio. Non si tratta, infatti, di un diritto automatico ma viene concesso solo per motivi validi. Nel 2022 è stata abolita l'attribuzione automatica di quello paterno alla nascita attraverso una sentenza della Consulta. La sentenza della Corte Costituzionale n. 131 del 2022 che viene applicata al momento della registrazione dei nuovi nati recita: “Il figlio assume il cognome di entrambi i genitori nell’ordine dai medesimi concordato, salvo che essi decidano, di comune accordo, di attribuire soltanto il cognome di uno dei due. In mancanza di accordo sull’ordine di attribuzione del cognome di entrambi i genitori, resta salvo l’intervento del giudice in conformità con quanto dispone l’ordinamento giuridico”.

Vedi anche

Quali sono i cognomi italiani più diffusi nel nostro Paese? La mappa

Cronaca: i più letti