Napoli, il caso del trapianto di cuore fallito sul bimbo di due anni. Ecco cosa è successo
CronacaÈ una corsa contro il tempo per cercare di salvare la vita al piccolo Tommaso e reperire dalla lista europea dei trapianti pediatrici un organo idoneo. Il cuore che gli era destinato, arrivato da Bolzano, era danneggiato. La vicenda è al centro di indagini giudiziarie. Ecco cosa sappiamo
Resta in primo piano la speranza di mamma Patrizia, la voce e il volto dell’intera famiglia del piccolo Tommaso. È lei a rappresentare davanti ai giornalisti l’apprensione e la lotta per la vita del piccolo di 2 anni. La donna, madre di altri due figli (una bimba di 6 anni e un ragazzino di 12), è stata autorizzata a poter rimanere sempre al fianco dell’ultimogenito dalla direttrice generale dell'Azienda, Anna Iervolino. "Più ore trascorrono – ha dichiarato mamma Patrizia - e sempre peggio mi sento, perché i medici mi hanno detto che le speranze diventano sempre di meno. E infatti lo vedo anche dal viso di mio figlio".
Corsa contro il tempo
"Non ci sono significative novità rispetto a ieri sera, la famiglia attende la chiamata del Centro nazionale trapianti per un nuovo cuore, il bambino si trova ai primi posti della lista. È una corsa contro il tempo, dobbiamo solo sperare arrivi in tempo". "Ottenere al momento la cartella clinica del paziente non è possibile, ci sono indagini in corso, il Pubblico ministero non ci darà mai il nullaosta prima della discovery degli atti", aggiunge il legale. "Poi ci sono vari rumours sulla responsabilità di quanto accaduto, ma ci sarà poi modo... Ora la priorità di tutti è che arrivi l'organo per salvare il bambino". A parlare è l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Tommaso, il bimbo di due anni sottoposto a un trapianto di cuore nell'ospedale Monaldi di Napoli. Quell’intervento, atteso per due anni e che doveva salvare la vita al piccolo, oggi è oggetto di una denuncia perché l'organo, proveniente dal Nord Italia, sarebbe arrivato in condizioni non ottimali.
"Dopo una emorragia - fa sapere ancora l’avocato Petruzzi - il piccolo era stato escluso dalla lista dei ricevitori dove però è stato nuovamente inserito dopo avere superato la crisi. Ora è necessario che giunga quanto prima un organo".
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Protocolli non rispettati?
Il bambino di due anni e tre mesi è stato sottoposto a un trapianto lo scorso 23 dicembre presso l’ospedale Monaldi di Napoli e da allora – come ha dichiarato la mamma a Il Corriere della Sera – da allora è in coma farmacologico. Appena a 4 mesi di vita gli era stata diagnosticata una cardiomiopatia dilatativa che ha reso subito chiaro il bisogno di un intervento e di un trapianto. Il cuore impiantato a fine dicembre era però "bruciato", forse lesionato durante il trasporto da Bolzano. Gli inquirenti non escludono che, una volta acquisita tutta la documentazione, sia necessario il vaglio di specifici consulenti in grado di poter valutare se tutte le procedure, dall'espianto e il confezionamento, a Bolzano, al trasporto e fino al trapianto siano state eseguite secondo i protocolli.
Nella denuncia presentata dai genitori si ipotizza che l'organo sia stato conservato in maniera scorretta, forse a causa di una eccessiva quantità di ghiaccio, che ne avrebbe congelato alcune parti rendendolo inadatto al trapianto; intervento che comunque non poteva non essere eseguito in quanto il piccolo era già stato predisposto. A breve potrebbero anche esserci le prime iscrizioni nel registro degli indagati con i reati ipotizzati dalla procura di Napoli di lesioni colpose e omissioni di atti d'ufficio.
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Medici sospesi
Il Monaldi è da sempre considerato un ospedale di eccellenza, un presidio di eccellenza della cardiochirurgia. È lì che nel 1988 il professor Maurizio Cotrufo effettuò il primo trapianto di cuore nel centro-Sud. Eppure questa volta, purtroppo, qualcosa è andato storto. L'angoscia della famiglia cresce di ora in ora, così come i dubbi sull'intervento eseguito.
Intanto si apprende che sono stati sospesi il primario di cardiochirurgia, il suo assistente e la direttrice della cardiochirurgia e dei trapianti. Misure che - sostiene in una nota l'Azienda ospedaliera dei Colli, da cui dipende il Monaldi - sono solo frutto dello stop temporaneo dei trapianti pediatrici, e quindi non avrebbero valenza disciplinare.