È un fenomeno che, in media, ricorre ogni due anni e potrebbe favorire tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo un abbassamento delle temperature in parte della penisola
Lo stratwarming non è un fenomeno raro e potrebbe verificarsi di nuovo tra il 15 e il 16 febbraio. Rassicuriamo subito: non porterà ad un’ondata di gelo in Italia. L’effetto principale che potrebbe generare quest’anno, secondo gli esperti, è qualche episodio di freddo maggiore che potrebbe verificarsi tra fine febbraio e inizio marzo. Insomma, nulla di eccezionale in una normale stagione invernale
Cos’è lo stratwarming?
Lo stratwarming è un fenomeno atmosferico che accade quando si verifica un riscaldamento repentino della zona polare della stratosfera. Nelle sue manifestazioni più intense può portare ad indebolire, fino a dividere, un vortice polare in cicloni distinti che possono abbassarsi fino alla troposfera e questo provoca irruzioni di aria polare alle nostre latitudini.
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Cosa dicono gli esperti
In un’intervista a Fanpage, il climatologo del CNR Giulio Betti ha evidenziato che il fenomeno “ricorre mediamente una volta ogni due anni e in alcuni inverni può accadere anche due volte, in altri può non accadere affatto”. E ha proseguito: “In generale si ritiene che uno stratwarming porti automaticamente un'ondata di freddo sul nostro Paese o su gran parte d'Europa, ma per quanto riguarda l'Italia spesso gli effetti non portano grandi conseguenze". L’impatto di questo tipo di fenomeni è molto più diretto in aree come l’Europa settentrionale e il Nord America. “Se da un lato avremo un riscaldamento termico molto importante a 30 chilometri di altezza sopra il Polo Nord – intorno a metà febbraio -, non avremo però l'inversione dei venti, condizione tecnica necessaria affinché si possa definire lo stratwarming principale” ha sottolineato il climatologo. In pratica, ciò che gli italiani potrebbero aspettarsi è “qualche episodio” di freddo tra fine febbraio e inizio marzo. Insomma, nulla di eccezionale in una tipica stagione invernale.