Zoe Trinchero, convalidato l'arresto di Alex Manna: il 20enne resta in carcere

Cronaca
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La ragazza di 17 anni è stata uccisa nella tarda serata del 6 febbraio e trovata senza vita il giorno dopo in un canale che costeggia via Spalto Nord, poco prima della confluenza nel torrente Belbo, nell’Astigiano. Il ragazzo ha confessato ed è stato portato nel carcere di Alessandria con l’accusa di omicidio aggravato dai futili motivi

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È stato convalidato il fermo di Alex Manna, il giovane accusato di aver ucciso la 17enne Zoe Trinchero in provincia di Alessandria. Il ventenne resta dunque nel carcere di Alessandria, dove è rinchiuso dalla sera del 7 febbraio dopo aver confessato il reato. "Sono stati riconosciuti gravi indizi di colpevolezza, fosse solo perché reo confesso, e l'accusa resta quella di omicidio aggravato dai futili motivi", sottolinea la legale Patrizia Gambino. Ad assistere l’avvocata nella difesa di Manna c’è anche il collega Rocco Giuseppe Iorianni che, come riferito da Gambino, ieri ha assistito all’autopsia della vittima. “Continuo a dire che si tratta di una tragedia e che ci sono indagini in corso, quindi la vicenda è da trattare in modo delicato", ha concluso la legale. 

Manna resta in carcere

La decisione di confermare la custodia in carcere è stata dettata anche dal fatto che per gli inquirenti sussiste un concreto pericolo di fuga dell'indagato. Al momento, per Alex Manna l'accusa formulata è quella di omicidio aggravato dai futili motivi e non di femminicidio. Il gip di Alessandria Aldo Tirone ha ritenuto fondati i gravi indizi di colpevolezza presentati dagli inquirenti e, soprattutto, la confessione resa dal 20enne ai carabinieri, sciogliendo così la riserva sulla misura cautelare. 

Famiglia di Manna se ne va da Montegrosso

Intanto, la famiglia del reo confesso è andata via da Montegrosso d'Asti, paese in cui i genitori di Alex Manna risiedono da anni insieme ai figli. I Manna sono molto conosciuti nella zona dove, per un periodo, hanno anche gestito il bar del paese, situato accanto all'ufficio postale. Stando a quanto si apprende, la decisione di lasciare il paese sarebbe arrivata dopo pesanti minacce telefoniche. Andarsene da Montegrosso sarebbe stato ritenuto più sicuro, visto il timore per la propria incolumità e dal clima di forte tensione che si è creato in paese.

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Fiaccolata a Nizza Monferrato

Ieri sera una fiaccolata per Zoe Trinchero ha percorso le strade di Nizza Monferrato. Il corteo è partito da piazza del Municipio, accompagnato ininterrottamente dal suono delle campane delle tre parrocchie cittadine, e ha attraversato le vie del centro con la partecipazione di oltre duemila persone, in gran parte giovani. In testa alla manifestazione i sindaci di Nizza Monferrato, Montegrosso d'Asti e Agliano Terme, i tre Comuni legati dalla tragedia. Presenti anche i genitori di Zoe, Fabio e Mariangela, che stringevano al petto una maglia della figlia. Un amico ha letto le parole di Alda Merini: "Canto quei pugni orrendi dati sui bianchi cristalli, il livido delle cosce, pugni in età adolescente, la pudicizia del grembo nudato per bramosia".

Il corteo si è poi fermato nel luogo in cui la ragazza è stata uccisa: davanti ai lumini accesi, ai messaggi e ai biglietti lasciati dagli amici, è risuonata la sua canzone preferita, "Nothing Else Matters" dei Metallica. La manifestazione si è conclusa tornando sul piazzale del Municipio, dove il parroco don Claudio Montanaro ha detto: "Siamo qui con il cuore pesante, ma con lumini che squarciano il buio della notte. Trasformiamo il silenzio assordante in un ricordo vivo".

La fiaccolata per Zoe Trinchero a Nizza Monferrato
La fiaccolata per Zoe Trinchero a Nizza Monferrato - ©Ansa

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