Il cantiere entra nella fase operativa con il completamento della Corte dell'Accoglienza e il via al restauro della Chiesa Santa Maria Assunta. Il progetto da 54,7 milioni è il più grande piano di ricostruzione privata post-sisma 2016
Il complesso dell'ex Don Minozzi ad Amatrice segna un punto di svolta. Il cantiere di "Casa Futuro", frimato da Stefano Boeri Architetti, si conferma come il più imponente intervento di ricostruzione privata post-sisma 2016. Durante l'ultimo sopralluogo tecnico - a cui hanno partecipato l'architetto Boeri, il Commissario Guido Castelli, l'Assessore regionale Manuela Rinaldi, il sindaco Giorgio Cortellesi e don Savino D'Amelio - è stato certificato il passaggio cruciale dalla fase progettuale alla piena operatività.
Le quattro Corti: il cuore del progetto
Il progetto si articola su un'area di 50.000 mq per un valore di 54,7 milioni di euro. Superata la fase di stallo del biennio 2021-2023, tutte e quattro le corti previste sono ora visibili e "fuori terra": la Corte dell'Accoglienza, in fase di completamento, ospiterà 87 stanze per 150 giovani, un teatro da 300 posti e una mensa da 250. È il cuore pulsante dell'ospitalità; la Corte Civica, destinata a ospitare gli uffici e le funzioni del Comune di Amatrice; la Corte del Silenzio, sede dell'Opera Nazionale per il Mezzogiorno d'Italia, dedicata all'accoglienza religiosa e agli anzini; la Corte Arti e Mestieri, uno spazio dedicato alla formazione, alla didattica e al lancio di start-up locali.
Il salvataggio della Chiesa di Santa Maria Assunta
Una delle notizie più significative riguarda la Chiesa di Santa Maria Assunta, posta al centro del complesso. Inizialmente destinata alla demolizione a causa dei gravi danni subiti dal sisma, sarà invece restaurata e consolidata. L'accordo raggiunto con la Soprintendente architetto Lisa Lambusier rappresenta una vittoria simbolica e culturale, restituendo alla comunità un luogo identitario fondamentale che sembrava perduto.
Le voci delle istituzioni
Il valore dell'opera è stato ribadito coralmente dai protagonisti istituzionali e tecnici durante il sopralluogo. Il Commissario Guido Castelli ha definito il progetto un "simbolo della rinascita dell'Appennino centrale", sottolineando come il completamento della Corte dell'Accoglienza dimostri che "la ricostruzione sta entrando nella sua fase più visibile per restituire futuro ai territori". Un'emozione condivisa dall'architetto Stefano Boeri, il quale ha evidenziato come le quattro corti che emergono dal suolo rappresentino "lo sforzo collettivo di una comunità a quasi dieci anni dalla tragedia". In questa visione di rilancio, l'assessore regionale Manuela Rinaldi ha confermato l'impegno strategico della Regione Lazio nel riconsegnare "spazi e identità necessari alla rinascita economica e sociale dell'intero cratere sisimico", mentre il sindaco Giorgio Cortellesi ha salutato l'avanzamento dei lavori come "un insegnamento per tutta la filiera della ricostruzione", dimostrando che la scelta di partner operativi d'eccellenza permette di trasformare le potenzialità future in realtà concrete.