Uccise il compagno Marco Magagna a coltellate: condannata a 21 anni Stella Boggio

Cronaca

La Corte d’Assise di Monza ha condannato Stella Boggio a 21 anni di reclusione per l’omicidio del compagno Marco Magagna, ucciso a coltellate nella notte tra il 6 e il 7 gennaio 2025 a Bovisio Masciago. La sentenza prevede anche il risarcimento dei familiari della vittima per oltre 596mila euro complessivi e tre anni di libertà vigilata al termine della pena

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Il 6 gennaio 2025, Marco Magagna, 38 anni, è stato ucciso a coltellate nell’appartamento della compagna Stella Boggio, 34 anni, a Bovisio Masciago. Oggi, 4 febbraio 2026, la Corte d’Assise di Monza ha inflitto a Boggio una condanna a 21 anni di reclusione, superando la richiesta di 14 anni avanzata dal pubblico ministero Alessio Rinaldi, che aveva riconosciuto le attenuanti generiche. La Corte ha inoltre stabilito ingenti risarcimenti a favore dei familiari della vittima e ha disposto tre anni di libertà vigilata al termine della pena.

La ricostruzione dei fatti

Secondo quanto emerso durante il dibattimento, la donna avrebbe inferto un’unica coltellata al torace del compagno, utilizzando un coltello da cucina di 18 centimetri, nell’ambito di un litigio. La difesa ha sostenuto la tesi della legittima difesa, mentre l’accusa ha parlato di omicidio volontario aggravato dal legame affettivo tra i due. In aula, Boggio era presente agli arresti domiciliari, assistita dagli avvocati Manuel Messina e Tatiana Enrica Morosetti, mentre la pubblica accusa era rappresentata dal pm Alessio Rinaldi. La camera di consiglio, durata circa due ore, ha anticipato la gravità riconosciuta dai giudici.

Legittima difesa ed esclusione dell’eccesso colposo

Il pm Rinaldi ha evidenziato che Boggio non avrebbe mai riferito di temere per la propria vita, sottolineando la presenza di dolo eventuale e l’incompatibilità della ferita con una reazione difensiva: “Si è trattato di un unico colpo dall’alto verso il basso, diretto agli organi vitali”. Il pubblico ministero aveva riconosciuto le attenuanti generiche prevalenti in considerazione del figlio della donna e del comportamento collaborativo durante il processo, ma ha escluso la legittima difesa e l’eccesso colposo. La difesa ha sempre sostenuto che la donna fosse sotto shock e disperata durante le chiamate ai soccorsi, mentre l’accusa ha richiamato contraddizioni nella sua ricostruzione dei fatti.

Risarcimenti e libertà vigilata

Oltre alla condanna a 21 anni, Boggio dovrà risarcire i genitori di Magagna con 242mila euro ciascuno e il fratello con 112mila euro, con sequestro dei beni a garanzia del pagamento. Al termine della pena, sarà sottoposta a tre anni di libertà vigilata, misura che consentirà un controllo sul suo reinserimento nella società.

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