La povertà nel nostro Paese non accenna a diminuire rispetto ai valori degli ultimi anni: sono oltre il 10% le famiglie che vivono in stato di indigenza. Il Rapporto “L’Italia delle povertà. Dinamiche sociali, risposte pubbliche e racconto dei media”, promosso dall’Alleanza contro la Povertà in Italia, mostra uno spaccato del tessuto sociale, purtroppo non inedito, ma certamente ancora attuale
Una famiglia su 10 vive in povertà assoluta. La percentuale esatta è del 10,9% e non descrive la realtà di Paesi poveri lontani dai nostri confini, ma riguarda casa nostra: questo è il dato italiano relativo al 2024.
Accanto a questa quota, resta stabile un’area ampia di vulnerabilità che gravita attorno alla soglia: l’8,2% si colloca appena sopra la povertà relativa e circa il 6% appena sotto, per un totale vicino al 20% di famiglie esposte al rischio di cadute improvvise legate a eventi ordinari della vita. Non si tratta di una emergenza congiunturale, cioè incrementatasi negli ultimi anni, ma strutturale: il numero di famiglie in povertà assoluta è sostanzialmente stabile da quindici anni.
La presentazione del Rapporto
A descrivere lo spaccato sociale e di bisogno di una parte rilevante della popolazione Sono i dati contenuti nel Rapporto “L’Italia delle povertà. Dinamiche sociali, risposte pubbliche e racconto dei media”, promosso dall’Alleanza contro la Povertà in Italia e realizzato da un gruppo di studiosi ed esperti di politiche sociali. Il report sarà presentato giovedì 5 febbraio 2026 a Roma, dalle 9.30 alle 13, al Chiostro San Salvatore in Lauro, in via dei Marchegiani 8-13.
Il rapporto offre la possibilità di approfondire e dettagliare la situazione nella quale versano tante famiglie italiane: una parte delle persone a basso reddito lavora, partecipa alla vita sociale e mantiene reti relazionali, ma su basi fragili e instabili. In questo quadro viene segnalato uno scollamento tra mondo lavorativo e inclusione sociale: nel 2024 oltre il 10% degli occupati era a rischio di povertà, ossia 2,3-2,4 milioni di persone, con un valore che è superiore alla media europea. L’inflazione più alta degli ultimi anni, combinata ad un valore dei salari reali che non aumenta da decenni, ha ridotto la capacità d’acquisto.
Famiglie e minori
Nel 2024 oltre 1,29 milioni di bambini e ragazzi viveva in povertà assoluta, il livello più alto dal 2014, e proprio la nascita di un figlio viene spesso indicata dal rapporto come un fattore che aumenta il rischio di impoverimento in misura più elevata rispetto alla media europea.
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Le proposte
Il rapporto richiama la necessità di un ripensamento che metta al centro qualità dei servizi, coerenza tra strumenti e obiettivi, presa in carico personalizzata e governance multilivello. In questo quadro infatti viene indicato un ruolo sempre più centrale del terzo settore, che affiancandosi allo Stato può sostenere con varie forme di assistenza le persone in difficoltà.