Pedopornografia online, 2 arresti e 4 indagati: c'è anche ex consigliere comunale Brescia

Cronaca

Un uomo di 47 anni e uno di 31 sono stati fermati nelle province di Trento e Reggio Calabria per "detenzione e divulgazione di ingente materiale pedopornografico". L'ex consigliere si era dimesso il 30 gennaio scorso: "Prendo distanze da accuse"

ascolta articolo

“Live distant child abuse”, ovvero “violenza sessuale online a distanza a danno di minori”. Sei indagati in totale nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano, condotta dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online della Polizia Postale. Due gli arresti: un uomo di 47 anni e uno di 31 fermati nelle province di Trento e Reggio Calabria per "detenzione e divulgazione di ingente materiale pedopornografico". C'è anche un ex consigliere comunale di Brescia (dimessosi di recente) tra gli indagati dell'inchiesta.

L'inchiesta

Nei giorni scorsi, spiega il procuratore Marcello Viola, "la Polizia di Stato, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Milano, ha concluso una complessa indagine, avviata dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online della Polizia Postale, che ha consentito di identificare e denunciare sei soggetti, sottoposti ad indagini per violenza sessuale on line 'a distanza' ai danni di minori". Due degli indagati, "rispettivamente di 47 anni e 31 anni", sono stati arrestati "nelle province di Trento e Reggio Calabria per detenzione e divulgazione di ingente materiale pedopornografico". Anche a carico degli altri indagati, "di età compresa tra i 47 e i 57 anni, residenti nelle province di Roma, Latina, Brescia e Milano, è stato rinvenuto e sequestrato un importante quantitativo di materiale informatico, che verrà sottoposto ad analisi per ricostruire i fatti di indagine, per appurare il coinvolgimento di ulteriori soggetti e l'identificazione dei minori coinvolti, in collaborazione con le agenzie internazionali". 

Vedi anche

Cybercrime: i numeri del report 2025 della Polizia postale

Ex consigliere comunale indagato: "Prendo distanze dalle accuse"

Iyas Ashkar, l'ex consigliere comunale a Brescia coinvolto nell'inchiesta della Procura di Milano su abusi su minori on line, ha affermato: "Prendo nettamente le distanze dagli addebiti e chiedo di poter rispettare i tempi necessari della giustizia in cui credo fortemente". Eletto nella lista della sindaca Laura Castelletti, Ashkar si è dimesso venerdì scorso dal consiglio comunale: "Ho appreso di essere sottoposto ad indagine preliminare e ho nell'immediatezza rassegnato le dimissioni dalla mia carica nel consiglio comunale di Brescia. Questa decisione è stata dettata dalla necessità di avere il tempo e lo spazio necessari per chiarire quanto prima la mia posizione con l'autorità giudiziaria e per il doveroso rispetto verso l'istituzione comunale" ha spiegato l'ex consigliere comunale di origini palestinesi. 

La sindaca di Brescia: "Sconvolgente. Ora magistratura faccia chiarezza"

"Quanto sta emergendo dall’inchiesta della Procura di Milano, nella quale è coinvolto l’ex consigliere Iyas Ashkar, è sconvolgente e provoca un dolore profondo, umano prima ancora che istituzionale. Parliamo di accuse che riguardano lo sfruttamento sessuale di minori: uno dei crimini più vili, più disumani e moralmente inaccettabili che possano esistere", ha commentato sui social la sindaca di Brescia, Laura Castelletti. "Di fronte a fatti di questa gravità la condanna deve essere totale, senza esitazioni e senza zone d’ombra – aggiunge -. Non esiste alcuna giustificazione possibile quando vengono colpiti dei bambini. Chi si rende responsabile di simili atrocità tradisce non solo la legge, ma i valori fondamentali della convivenza civile.Desidero, inoltre, precisare con la massima chiarezza che, al momento delle dimissioni rassegnate per ragioni personali dal consigliere Ashkar, né io né altri esponenti dell’Amministrazione eravamo a conoscenza di alcun elemento o contestazione riconducibile a questa vicenda. Allo stesso tempo, in uno Stato di diritto, spetta alla magistratura fare piena luce sui fatti: la giustizia deve procedere con rigore e senza sconti, accertando ogni responsabilità fino in fondo. Oggi, però, il primo pensiero va alle vittime. Come Amministrazione e come comunità non arretriamo di un millimetro nella difesa dei minori, della legalità e della dignità delle persone. Su questi principi non ci sarà mai alcuna tolleranza".

Cronaca: i più letti