Cyberterrorismo, pedopornografia e frodi online: il report 2025 della Polizia postale

Cronaca
Polizia postale

Nel 2025 la Polizia postale ha gestito 51.560 interventi su reati informatici, con 293 arresti, 7.590 persone denunciate e migliaia di perquisizioni, in uno scenario segnato da attacchi, frodi online e minacce ibride. Particolare attenzione è stata dedicata alla tutela dei minori, al contrasto al cyberterrorismo e alle frodi economico-finanziarie

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51.560 interventi su reati informatici, 293 arresti e 7.590 persone denunciate. Sono alcuni dei dati contenuti nel Report 2025 della Polizia postale, che fotografa un anno in cui la sicurezza cibernetica si è confrontata con uno scenario sempre più complesso, caratterizzato da attacchi sofisticati, ransomware, frodi online e reati contro la persona che hanno inciso sulla vita dei cittadini e sui servizi essenziali. In questo contesto, la polizia postale ha operato attraverso un approccio integrato basato su prevenzione, contrasto investigativo e costruzione di competenze, per formare personale altamente qualificato e rafforzare la resilienza collettiva, contribuendo in tal modo, insieme agli altri partner istituzionali, al consolidamento della capacità di risposta del sistema Paese.

I numeri dell’attività operativa

Sulla base dei dati consolidati al 21 dicembre, la Polizia postale e per la sicurezza cibernetica ha trattato 51.560 casi, con 293 arresti, 7.590 persone denunciate e 2.157 perquisizioni, nei settori della tutela della persona e in particolare dei minori online, tutela del patrimonio di privati, imprese e istituzioni dalla criminalità finanziaria in rete, contrasto al cyberterrorismo e protezione delle infrastrutture critiche informatizzate. Ogni intervento ha richiesto l’integrazione di competenze investigative, capacità tecnicoforensi e cooperazione internazionale, confermando la centralità di un approccio multidisciplinare nella gestione delle minacce cibernetiche.

 

Tutela dei minori e delle persone vulnerabili

Nel 2025 il Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online ha concentrato l’attività sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili attraverso interventi mirati e di tipo qualitativo. Nello specifico, i procedimenti per pedopornografia e adescamento sono stati 2.574, con 222 arresti. Il monitoraggio dei contenuti CSAM ha riguardato oltre 16.500 siti, con 2.876 inserimenti in black list, privilegiando indagini su aree oscure della rete e piattaforme criptate. La sezione operativa, impegnata nella tutela della persona dai reati commessi online, ha svolto un’azione che si è tradotta in 1.298 persone indagate e 245 perquisizioni. Nel corso del 2025 sono state attivate 477 procedure di Codice Rosso, in prevalenza per casi di stalking e revenge porn.

 

La protezione delle infrastrutture critiche

Per quanto riguarda la sicurezza cibernetica, nel 2025, il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche ha registrato 9.250 attacchi informatici e ha dirmato oltre 49.000 gli alert per prevenire e contrastare attacchi ai sistemi informatizzati di interesse nazionale. Nel corso dell’anno sono state inoltre gestite 47 richieste di cooperazione internazionale, che hanno portato all’identificazione e al deferimento di circa 169 persone. Il servizio di sicurezza informatica è stato garantito anche per gli Eventi Giubilari, attraverso attività di monitoraggio e risposta alle criticità.

 

Cyberterrorismo: rafforzate le attività preventive 

Sul fronte del cyberterrorismo, invece, nel 2025, il servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica ha rafforzato le attività preventive e investigative attraverso il monitoraggio OSINT del web e indagini mirate sulla relazione tra radicalismo e dimensione digitale, con il supporto dei Centri operativi per la sicurezza cibernetica attivi sul territorio. L’anno è stato segnato da un aumento delle minacce ibride legate alle tensioni geopolitiche internazionali, con riflessi sulla sicurezza interna.

 

Financial cybercrime: i numeri 

È stato inoltre rafforzato il contrasto alle minacce economico-finanziarie, con lo sviluppo di competenze specifiche su analisi dei flussi, cripto-asset e frodi digitali. L’impiego dell’Intelligenza artificiale, in particolare attraverso l’uso dei deepfake, ha reso i tentativi di truffa ai danni dei cittadini sempre più sofisticati, rendendo necessaria l’introduzione di una nuova e specifica fattispecie di reato. Il cybercrime economico-finanziario resta centrale, con 27.085 casi trattati e 4.489 persone indagate.

Segnalazioni, prevenzione e informazione online

Per quanto riguarda il rapporto con i cittadini e le attività di prevenzione, il Commissariato di P.S. Online, sito ufficiale della polizia postale, ha rappresentato il principale punto di contatto per la segnalazione dei reati informatici e per l’accesso alle informazioni sulla sicurezza digitale. Il sito ha ricevuto 5,2 milioni di visite e quasi 76 milioni di accessi. Gli operatori specializzati hanno gestito oltre 25mila richieste di informazioni e più di 94mila segnalazioni (inerenti phishing, social network e attacchi informatici), con 232 interventi diretti di soccorso pubblico e 26 alert a tutela della collettività. Sul versante preventivo e formativo, le iniziative di sensibilizzazione hanno coinvolto 4.309 scuole, 324.702 studenti, 25.838 docenti, 17.085 genitori e altri 48.835 partecipanti in incontri scolastici, seminari e convegni dedicati alla cultura della sicurezza online. L’attività della Polizia postale è stata riconosciuta anche a livello internazionale e nazionale con due riconoscimenti: al World Police Summit di Dubai per il progetto editoriale “Sulle tracce dell’hacker”, realizzato con la Fondazione Geronimo Stilton, e il Premio Nazionale per le Competenze Digitali nella categoria “Inclusione digitale” con il progetto “Sicurezza Cibernetica per tutti”.

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