Roma, impiegato ottiene la cancellazione di 180mila euro di debito dal tribunale

Cronaca

Una decisione che consentirà a un lavoratore romano di estinguere un debito fiscale insostenibile. La procedura rientra nella legge 3/2012 sul sovraindebitamento. Previsto un rimborso di 400 euro mensili per tre anni, con cancellazione del residuo

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Per anni un impiegato romano con due figli ha vissuto con un peso enorme sulle spalle: un debito di quasi 200mila euro non frutto di una vita sopra le righe né di investimenti azzardati, ma conseguenza di una vecchia Partita Iva, errori fiscali e una burocrazia inflessibile.

 Questo, però, fino ad oggi quando il Tribunale di Roma ha accolto la sua richiesta di accesso alla Liquidazione controllata, la procedura prevista dalla legge 3 del 2012 - la cosiddetta "Salva-suicidi"- che consente alle persone sovraindebitate di liberarsi dai debiti non più sostenibili e recuperare una vita dignitosa. La decisione nasce dall'istanza presentata dall'uomo con il supporto dei professionisti di Legge3.it e apre un percorso che porterà entro tre anni alla cancellazione definitiva della parte residua del debito. Non si tratta di un condono, ma di uno strumento legale destinato a chi dimostra l'impossibilità oggettiva di far fronte ai propri obblighi senza compromettere la sopravvivenza della famiglia.

La storia di Marco 

Aveva aperto una Partita Iva in regime forfettario per integrare il reddito, ma una gestione imprecisa e alcune omissioni attribuite al commercialista hanno generato un debito nascosto, emerso solo dopo anni. Tra imposte non versate, sanzioni e interessi, la somma dovuta all'Erario è lievitata fino a 197.260 euro.

Marco ha tentato di rientrare attraverso piani di rateizzazione, ma il calo dell'attività lavorativa, soprattutto nel periodo post-pandemico, ha reso impossibile rispettare le scadenze. Il Tribunale di Roma, verificata l'assenza di immobili o beni di valore - fatta eccezione per una quota del 20% di una Srls dal valore stimato di 1.000 euro - e la necessità di tutelare lo stipendio destinato al mantenimento della famiglia, ha approvato il piano di liquidazione.

L'uomo verserà circa 400 euro al mese per 36 mesi, per un totale di 15.400 euro. Al termine della procedura, oltre 180mila euro di debiti saranno definitivamente cancellati.

Giustizia sociale contro l'ergastolo del debito

"Questa vicenda, spiega Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it, dimostra quanto sia facile scivolare nel sovraindebitamento senza aver commesso alcuna frode. Non parliamo di qualcuno che ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità, ma di un padre di famiglia travolto da errori altrui e dalla burocrazia. Il Tribunale di Roma ha applicato la legge come strumento di giustizia sociale: pretendere che restituisse 197mila euro con uno stipendio normale avrebbe significato negargli ogni prospettiva di vita dignitosa". Bertollo aggiunge: "Questa procedura non premia i furbi, ma offre una seconda possibilità a chi, senza colpa, non riesce più a pagare. Marco verserà solo ciò che può, mantenendo il necessario per una vita decorosa, e dopo tre anni potrà ottenere l'esdebitazione. È una vittoria della civiltà giuridica contro l'ergastolo del debito".

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