Il personale della polizia postale, in collaborazione con Eurojust, Europol e Interpol e col supporto della rete operativa @On, sta effettuando perquisizioni e sequestri in Italia ed Europa. Indagate nell'inchiesta, coordinata dalla Procura distrettuale di Catania, decine di persone appartenenti a un gruppo criminale transnazionale incaricato di gestire un'attività internazionale di streaming illegale
Una vasta operazione della polizia contro il cybercrime, e in particolare la pirateria audiovisiva, è in corso in Italia e in Europa. La Polizia postale di Catania, con la collaborazione degli organi giudiziari e di polizia di diversi Paesi europei e non, con il coordinamento di Eurojust, ha eseguito provvedimenti di perquisizione e sequestro nei confronti di numerosi indagati e presso società presenti in Italia e all'estero: Regno Unito, Spagna, Romania, Kosovo e con la collaborazione delle Autorità di Canada, India, Corea del Sud ed Emirati Arabi. Indagati nell'inchiesta, coordinata dalla Procura distrettuale di Catania, sono 31 persone appartenenti a un gruppo criminale transnazionale incaricato di gestire un'attività internazionale di streaming illegale, con profitti per milioni di euro al mese. L'accusa è di diffusione di palinsesti televisivi ad accesso condizionato, accesso abusivo ad un sistema informatico, frode informatica, intestazione fittizia di beni e riciclaggio.
Le indagini
Secondo la ricostruzione della Procura di Catania, con un sofisticato sistema informatico, quello delle Iptv illegali, venivano illegalmente captati e rivenduti i palinsesti live e i contenuti on demand protetti da diritti televisivi, di proprietà delle più note piattaforme televisive nazionali ed internazionali: Sky, Dazn, Mediaset, Amazon Prime, Netflix, Paramount e Disney+. L'indagine è stata avviata un anno fa grazie a numerosi e preziosi spunti investigativi ottenuti dalla precedente operazione internazionale denominata "Taken down". In particolare, è stata condotta una complessa analisi forense dei numerosi dati acquisiti dai sequestri dei dispositivi e delle apparecchiature, mediante mirati monitoraggi della rete e analisi di flussi, acquisizioni di informazioni dalle fonti aperte e da sistemi di messagistica nonché complessi tracciamenti di transazioni finanziarie, soprattutto in criptovalute.