Fino al 1° febbraio 2026 la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Non lasciamo al buio i bambini più fragili” ha l’obiettivo di colmare il vuoto educativo e relazionale denunciato dai giovani, sostenendo percorsi di ascolto, soprattutto nei contesti più vulnerabili
Una Generazione Z attraversata da incertezze profonde, schiacciata tra il peso delle guerre, l’aumento del costo della vita e la difficoltà di immaginare un futuro stabile, senza riconoscere negli adulti punti di riferimento solidi. È quanto emerge dall’indagine inedita promossa da Salesiani per il sociale e realizzata da AstraRicerche su quasi 1.100 ragazzi tra i 14 e i 20 anni. I dati restituiscono il ritratto di giovani lucidi ma fragili: solo il 55,6% si dice soddisfatto di sé, mentre oltre la metà si sente stressata e sotto pressione, con un disagio più marcato tra le ragazze e tra chi vive in famiglie con difficoltà economiche. A preoccupare maggiormente sono il carovita, la stagnazione dei redditi e i conflitti internazionali, che incidono anche sull’equilibrio emotivo: a fronte di una buona percezione della salute fisica, quella mentale appare decisamente più critica.
La sfida educativa
Proprio alla luce di questo scenario prende il via, fino al 1° febbraio 2026, la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Non lasciamo al buio i bambini più fragili”, con cui Salesiani per il sociale intende rafforzare i propri interventi su educazione, accoglienza e accompagnamento allo studio e al lavoro. L’obiettivo è colmare il vuoto educativo e relazionale denunciato dai giovani stessi, sostenendo percorsi capaci di offrire stabilità, ascolto e opportunità concrete, soprattutto nei contesti più vulnerabili. Attiva in oltre 600 realtà territoriali e a sostegno di più di 100mila beneficiari ogni anno, la rete invita tutti a contribuire attraverso un SMS o una chiamata al numero solidale 45598, per aiutare i bambini di oggi a diventare adulti più forti, consapevoli e resilienti domani.
Per saperne di più: www.salesianiperilsociale.it
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