Morte Annabella Martinelli a Padova, l'autopsia non lascia dubbi: si è tolta la vita

Cronaca

L'autopsia su Annabella Martinelli ha escluso segni di violenza, confermando l'ipotesi del gesto volontario. La giovane aveva lasciato biglietti e uno scritto ritrovato dai familiari nei giorni successivi alla scomparsa. Gli inquirenti verificano anche alcuni scambi social con un utente, ma al momento non emergono collegamenti con la sua morte

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L'autopsia sul corpo di Annabella Martinelli, ritrovata nella zona di Teolo (Padova), dopo la scomparsa avvenuta la sera dell'Epifania, non ha evidenziato segni di violenza esterna. È questo l'elemento principale emerso dagli accertamenti autoptici, che confermano in modo definitivo l'ipotesi già avanzata dagli investigatori.

L'esame, disposto dalla Procura di Padova nell'ambito del fascicolo aperto per la scomparsa della studentessa di Giurisprudenza, ha sciolto gli ultimi dubbi ancora presenti. L'autopsia, eseguita martedì dall'équipe guidata dalla professoressa Anna Aprile dell'Istituto di Medicina Legale dell'Università di Padova, con la collaborazione dell'anatomopatologo Guido Viel, ha escluso il coinvolgimento di terze persone.

I bigliettini e il "testamento"

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la giovane avrebbe pianificato il gesto. Nello zaino sono stati trovati alcuni biglietti in cui anticipava le sue intenzioni, mentre nella sua camera i familiari hanno rinvenuto, alcuni giorni dopo la scomparsa, un lungo scritto composto da più pagine: una sorta di testamento vergato di proprio pugno, con il quale la 22enne avrebbe spiegato le motivazioni che l'avrebbero poi portata a togliersi la vita ma che i genitori hanno trovato non nell'immediatezza della fuga, bensì qualche giorno più tardi.

La ricostruzione dei fatti e il ritrovamento

Annabella Martinelli si era allontanata in bicicletta la sera dell'Epifania ed è stata ritrovata nove giorni più tardi in un'area boschiva dei Colli Euganei, a una ventina di chilometri da casa. Il ritrovamento è avvenuto grazie alla segnalazione di una residente, non lontano dal punto in cui la giovane aveva lasciato la bicicletta, chiusa con un lucchetto. Con quel mezzo aveva percorso l'intero tragitto da Padova fino alla zona collinare, nonostante le temperature rigide di quella sera. Parte del percorso era stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, che l'avevano immortalata mentre pedalava con due cartoni di pizza sul portapacchi.

La conclusione delle ricerche ha chiuso una vicenda che aveva mobilitato fin da subito amici, conoscenti e forze dell'ordine. Mercoledì alle 20.45, nella chiesa di San Gregorio Magno a Padova, si terrà un momento di preghiera in suo ricordo.

Le verifiche sui profili social

L'analisi dei profili social della giovane ha evidenziato un elemento ritenuto meritevole di approfondimento: negli ultimi mesi Annabella aveva avuto alcuni scambi su Threads con un utente. L'account risulta oggi disattivato e gli inquirenti stanno cercando di risalire all'identità dell'uomo, pur ribadendo che la pista principale resta quella già accertata dagli esami medico‑legali.

L'ultimo post pubblicato da Annabella sulla piattaforma risale a ottobre e, in un breve scambio di commenti, la 22enne aveva rivolto alcune frasi a un interlocutore maschile che non sono passate inosservate agli investigatori. "Se diventi il mio stalker ti individuo subito", scriveva la giovane. E ancora: "Se crepo o mi succede qualcosa ora sappiamo di chi è la colpa, di un uomo che non sa accettare il rifiuto". Messaggi espliciti, che non potevano essere certamente ignorati da chi indaga.

Le indagini su questo filone proseguono, anche se al momento non è emerso alcun legame tra i post e la morte di Annabella.

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