Inchiesta sul Garante della Privacy, dai voli alle spese: cosa viene contestato

Cronaca
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Introduzione

Il Garante per la Privacy è al centro di un terremoto giudiziario. Un’indagine della Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il presidente dell'autorità, Pasquale Stanzione e l'intero Collegio. Sono accusati di corruzione e peculato. Il procedimento, avviato nei mesi scorsi dopo una serie di servizi mandati in onda da Report, ieri mattina ha vissuto una improvvisa accelerazione con le perquisizioni della Guardia di Finanza che ha proceduto all'acquisizione di documenti oltre ai telefoni e pc degli indagati. 

Quello che devi sapere

Come è nata l’inchiesta

L'attività istruttoria rappresenta lo snodo giudiziario allo scontro in atto da mesi tra la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci e l'Autorità. "Sono tranquillo", si limita a dire Stanzione che è accusato in concorso con Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza. Con l'acquisizione di atti gli inquirenti sono in cerca di ulteriori tasselli per l'impianto accusatorio che si basa anche sul racconto di alcuni testimoni tra cui l'ex segretario generale Angelo Fanizza, dimessosi due mesi fa dopo il caso relativo alla richiesta di controlli sulle mail dei dipendenti nella ricerca della "talpa" che ha fornito a Report elementi per le sue inchieste. “In seguito ai nostri servizi, la Procura ha aperto un’indagine", aggiunge Sigfrido Ranucci.    

 

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Le “spese pazze”

Al centro dell'indagine ci sono presunte "spese pazze" compiute dal board ed episodi di corruzione legati a sanzioni opache comminate negli ultimi due anni. Sulla gestione dei fondi i magistrati di Roma contestano agli indagati di esserseli "appropriati attraverso la richiesta di rimborsi per spese compiute per finalità estranee all'esercizio di mandato". Agli atti sono citati l'acquisto di carne, circa sei mila euro in tre anni, o sedute dal parrucchiere. Gli inquirenti hanno evidenziato un "significativo aumento" nei costi di rappresentanza e gestione che nel 2024 ha raggiunto i 400 mila euro.

 

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Dagli hotel alle auto di servizio

Soldi impiegati anche per viaggi, soggiorni in alberghi a cinque stelle, cene di rappresentanza, servizi di lavanderia, fino a ricomprendere "fitness e cura della persona". Nel decreto vengono citate anche le missioni all'estero. "In particolare quella del G7 di Tokyo (2023), il cui costo ufficialmente comunicato sarebbe stato di 34.000 euro, ma che, secondo fonti interne e documentazione informale, avrebbe superato gli 80.000 euro, di cui 40.000 destinati ai soli voli". Altro capitolo riguarda l'utilizzo dell'auto di servizio. In questo segmento di indagine i pm tirano in ballo Ghiglia che avrebbe utilizzo la Citroen aziendale per "recarsi presso la sede di un partito politico per finalità estranee al mandato”.

Le accuse di corruzione

Per quanto riguarda l'accusa di corruzione, nel decreto di perquisizione si fa riferimento alla vicenda Ita Airways. Gli indagati avrebbero ricevuto tessere "Volare Executive", del valore di 6 mila euro ciascuna, come presunta utilità in cambio della mancata sanzione alla società. In particolare i pm scrivono che i quattro indagati "omettendo un atto del loro ufficio, ovvero non erogando alcuna sanzione se non una meramente formale alla società Ita Airways (nella quale - si legge - per altro il responsabile della protezione dei dati era, per gli anni 2022 e 2023, un avvocato membro dello studio legale fondato da Guido Scorza e del quale è tutt'ora partner la moglie di questi), a fronte del riscontro di irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni, ricevevano come utilità le tessere". 

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Il caso Meta

Tra gli episodi elencati anche la procedura sulla "sanzione irrogata nei confronti della società Meta in relazione all'immissione in commercio dei smartglasses, dispositivi caratterizzati da evidenti criticità sotto il profilo della tutela della privacy, tanto dei detentori quanto dei terzi", si legge nel decreto. Nel decreto si ricorda che "la sanzione, inizialmente ipotizzata in misura pari a 44 milioni di euro, sarebbe stata successivamente ridotta prima a 12,5 milioni e, infine, ad appena 1 milione di euro, e adottata con tale ritardo procedurale da renderne necessario il successivo annullamento in autotutela". Per i pm "è necessario comprendere in che termini su tale vicenda abbia avuto impatto la sponsorizzazione fatta da Guido Scorza (indagato e componente del collegio ndr) degli occhiali, dei quali ha infatti parlato positivamente in un video divulgato sui social network e, altresì, se e in che modo questi, avendo ormai preso espressa posizione in ordine all'argomento, si sia effettivamente astenuto dalle adunanze riguardanti il procedimento a carico della società".

Cosa dicono le carte

Condotte "disinvolte" emerse a "più riprese e in molteplici occasioni". Dalle carte dell’indagine emergono comportamenti "che da meri illeciti offensivi del decoro" dell'autorità sono "sfociati con facilità" nelle "ipotesi delittuose" contestate. Nel decreto di perquisizione vengono delineate le direttrici su cui si stanno muovendo gli inquirenti. Sedici pagine in cui vengono elencati una serie di episodi su cui i pm sono al lavoro da settimane e riguardano, in primo luogo, l'utilizzo del denaro a disposizione del board e meccanismi corruttivi legati alle sanzioni opache comminate a società come Ita Airways e al colosso americano Meta.  

 

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