Incendio Torre dei Moro, pm chiede 12 condanne con pene fino a 8 anni di reclusione

Cronaca

Chieste dodici condanne, fino a otto anni, per il rogo della Torre dei Moro. Al centro dell'accusa i pannelli "a vela", ritenuti altamente infiammabili e responsabili della rapidissima propagazione delle fiamme. Molti inquilini sono già stati risarciti, mentre il processo riprenderà il 19 gennaio con le ultime posizioni e le difese

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Dodici richieste di condanna, con pene fino a otto anni di reclusione. Davanti alla giudice Amelia Managò si è svolta la requisitoria del pm Martina Petruzzella nel processo per disastro colposo relativo al rogo della Torre dei Moro, il grattacielo di 18 piani che il 29 agosto 2021 prese fuoco a Milano trasformandosi in una "torcia". Un incendio che fortunatamente non causò vittime anche perché, molti residenti, in quel periodo, erano ancora fuori città per le vacanze.

Il rogo

Al centro dell’accusa c’è il rivestimento esterno "a vela". Secondo la Procura, le fiamme si sarebbero propagate in modo rapidissimo a causa dell’impiego di pannelli ritenuti "altamente infiammabili". Stando alle indagini, il maxi rogo sarebbe partito da uno dei balconi del palazzo a causa di una sigaretta ancora accesa. Il grattacielo, che ospitava 60 famiglie e circa 150 persone, si trasformò in una "torcia" proprio per via di quel rivestimento.

Le richieste di condanna

La pubblica accusa ha chiesto otto anni di reclusione per il legale rappresentante della società spagnola Alucoil, produttrice dei pannelli, e per il legale rappresentante dell’omonima azienda che realizzò le "vele" della facciata. Otto anni anche per il responsabile commerciale dei pannelli del produttore spagnolo.

 

Chiesti sette anni, poi, per l’export manager di Alucoil e cinque anni per l'amministratrice e i responsabili della Polo srl, la società che si occupò della vendita degli appartamenti. Richieste minori per gli altri tecnici, come il direttore dei lavori e il coordinatore per la sicurezza.

 

Nel frattempo, lo scorso dicembre molti inquilini e condomini sono stati risarciti con un accordo transattivo fuori dal processo. Alucoil, che non è più responsabile civile, e alcuni imputati hanno versato risarcimenti per centinaia di migliaia di euro. Le parti civili erano quasi 180 e la maggior parte ha lasciato il procedimento dopo aver ottenuto il ristoro dei danni subiti.

 

Il processo riprenderà con la prossima udienza fissata per il 19 gennaio. Si stanno definendo le ultime posizioni e non è escluso uno slittamento al 23 gennaio qualora non venissero completati gli ultimi versamenti. A quel punto, la parola passerà alle difese degli imputati.

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