In Italia un laureato su tre, investimenti per l'istruzione sotto la media. I dati Ocse

Cronaca
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Nel nostro Paese solo il 21% degli studenti consegue una laurea triennale nelle materie Stem: è quanto emerge dal report annuale "Education at a Glance 2025". C'è poi il nodo maturità: la consegue il 63 % dei giovani adulti con almeno un genitore in possesso di un titolo di studio terziario, ma solo il 15% di coloro i cui genitori non hanno completato le superiori. Crisi anche per quanto riguarda i professori che hanno visto i loro stipendi diminuiti in 10 anni del 4,4%

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Il numero dei laureati in Italia è ancora troppo basso: tra quelli industrializzati, il nostro Paese è ultimo insieme al Messico con solo il 22% dei 25-64enni che conseguono un titolo di studio universitario contro il 42% della media. A dirlo sono i dati raccolti dall’Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nell’annuale “Education at a Glance 2025”. I numeri per quanto riguarda l’Università parlano chiaro e mettono sull’attenti l’Italia. Specialmente nelle materie Stem, ovvero le discipline che comprendono Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica, il nostro Paese è in ritardo: solo il 21% degli studenti consegue una laurea triennale. In Italia, tuttavia, è meno frequente la scelta, molto comune in molti altri Paesi, di prendere un anno sabbatico tra la fine dell'istruzione secondaria di secondo grado e l'inizio dell'università. A fronte di una media registrata dall’Ocse pari al 44%, in Italia solo il 20% delle matricole universitarie si concede un periodo di stop. 

Donne, tasso di abbandono e mobilità internazionale

In tutti i Paesi, le donne che si iscrivono a corsi di laurea triennale hanno maggiori probabilità, rispetto ai loro colleghi uomini, di completare con successo gli studi universitari entro i tre anni successivi alla conclusione prevista del corso di studi. In Italia, tuttavia, meno donne completano il percorso universitario rispetto alla media Ocse. Gli studenti che non completano il corso di laurea abbandonano gli studi in diversi momenti. In Italia, la percentuale di immatricolati a corsi di laurea triennale che abbandonano gli studi dopo il primo anno è identica alla media dell'Ocse, pari al 13%. La mobilità internazionale degli studenti universitari continua ad aumentare in tutta la zona Ocse, con alcuni Paesi che hanno registrato una crescita sostanziale della percentuale di studenti internazionali tra il 2018 e il 2023. In media, gli studenti internazionali o stranieri rappresentavano il 7,4% degli universitari, rispetto al 6 % registrato nel 2018. L'Italia è stata uno dei pochi Paesi che non ha registrato un aumento, con una percentuale in calo dal 5,6 % al 4,8% .

Questione maturità

Un altro degli aspetti presi in esame dal rapporto dell'Ocse riguarda il numero di persone che consegue la maturità. In Italia, il 63 % dei giovani adulti di età compresa tra i 25 e i 34 anni, con almeno un genitore in possesso di un titolo di studio terziario, ha conseguito a sua volta la maturità. Questa percentuale, però, scende al 15% per coloro i cui genitori non hanno completato un ciclo di studi secondario di secondo grado. Questo divario nel conseguimento di un titolo di studio dell'istruzione terziaria, pari al 48%, è superiore al divario medio dell'Ocse che si ferma a 44 punti percentuali. Tuttavia c'è una buona notizia: la percentuale di giovani adulti (di età compresa tra i 25 e i 34 anni) senza un livello di istruzione secondaria di secondo grado continua a diminuire in tutta la zona Ocse, raggiungendo una media del 13 %. E si osserva una tendenza analoga anche in Italia, dove la quota è scesa dal 24 % al 19% tra il 2019 e il 2024.

Investimenti in Italia sotto la media

Dall'annuale report Education at a glance, in Italia gli investimenti nell'istruzione, dal livello primario a quello terziario, sono pari al 3,9 % del Pil, un valore inferiore alla media dell'Ocse di questo indicatore pari al 4,7 %. Alcuni Paesi applicano tasse universitarie notevolmente più elevate agli studenti stranieri che frequentano corsi di laurea magistrale presso istituti pubblici, ma l'Italia non è tra questi. Nella penisola, le tasse di iscrizione annuali medie per gli studenti stranieri a livello di laurea magistrale hanno un valore identico alle tasse applicate agli studenti nazionali.

Stipendi prof -4,4% in 10 anni

Dal 2015, gli stipendi medi effettivi degli insegnanti della scuola primaria sono aumentati in termini reali del 14,6 % in media in tutti i Paesi dell'Ocse. In Italia, invece, nel 2024 sono diminuiti del 4,4 %. Il numero di ore di insegnamento obbligatorio incide sui costi salariali degli insegnanti, poiché influisce sul numero di insegnanti necessari, combinandosi ad altri fattori quali le dimensioni delle classi e l'orario di insegnamento dei docenti. In Italia, gli studenti ricevono 917 ore di istruzione obbligatoria all'anno al livello primario e 990 ore al livello secondario di primo grado. Si tratta di un valore superiore alla media Ocse pari a 804 ore nella scuola primaria e a 909 ore nella scuola secondaria di primo grado. 

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