Salgono a 42 gli indagati nell'indagine della Procura di Milano con al centro i pestaggi e le torture nei confronti dei giovani detenuti nel carcere minorile Beccaria. Indagate anche le ex direttrici Cosima Buccoliero e Maria Vittoria Menenti, oltre a tre operatori sanitari accusati di aver redatto "referti falsi o concordati con gli agenti di polizia penitenziaria" per nascondere le lesioni riportate dai detenuti e "assistendo a plurime aggressioni"
Prosegue l’indagine della procura di Milano sui presunti pestaggi e torture nei confronti dei giovani detenuti nel carcere minorile Beccaria. Gli indagati sono ora saliti a 42, tra cui tre ex direttori dell’istituto. È quanto si evince dalla richiesta di incidente probatorio notificata oggi e firmata dalle pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena e dall'aggiunto Letizia Mannella. Tra i nuovi indagati figurano le due ex direttrici Cosima Buccoliero e Maria Vittoria Menenti, accusate di condotte omissive, oltre a tre operatori sanitari della struttura. Questi ultimi sono accusati di aver redatto "referti falsi o concordati con gli agenti di polizia penitenziaria" per nascondere le lesioni riportate dai detenuti e "assistendo a plurime aggressioni" da parte degli agenti. Un altro ex direttore, Fabrizio Rinaldi, seppur non presente nella richiesta di incidente probatorio, è a sua volta coinvolto nell'indagine.
Indagine e capi di imputazione
Le accuse, a vario titolo, vanno dalla tortura ai maltrattamenti aggravati, dalle lesioni al falso. Un solo indagato risponde anche di violenza sessuale. Agli agenti vengono contestate "ripetute violenze psicologiche e fisiche e umiliazioni", determinando nei ragazzini "uno stato di vessazione, disagio fisico e psicologico, alterazione emotiva e paura". Come scrivono le pm, li "insultavano e minacciavano", colpendoli "ripetutamente con schiaffi, calci e pugni". Le parti offese sono 33: si tratta di ex detenuti, di cui alcuni minorenni, che la Procura vuole ascoltare con la formula dell'incidente probatorio, così da cristallizzare le loro testimonianze in vista di un eventuale processo.
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Pm: "Medici facevano falsi referti o li concordavano con agenti polizia penitenziaria"
Tra gli indagati, come detto, compaiono anche tre operatori sanitari: il coordinatore sanitario del carcere, il medico e il coordinatore infermieristico. Sono accusati di aver redatto "referti falsi o concordati con gli agenti di polizia penitenziaria" per nascondere le lesioni riportate dai detenuti e "assistendo a plurime aggressioni" da parte degli agenti. È quanto osservano l'aggiunta Letizia Mannella e le pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena nella richiesta di incidente probatorio. "Omettendo di attivare qualsiasi segnalazione od intervento, non impedivano il verificarsi di condotte reiterate violente e umilianti all'interno dell'Ipm".