La Corte dei Conti segnala l’esistenza di situazioni critiche di sovraffollamento nelle carceri di sei regioni italiane, sottolineando che non sono stati attuati gli interventi attesi per migliorare le condizioni igienico-sanitarie
L’analisi sullo stato di attuazione del "Piano Carceri" continua a evidenziare situazioni critiche di sovraffollamento, segnalando che, soprattutto in Lombardia, Puglia, Campania, Lazio, Veneto e Sicilia, gli istituti penitenziari presentano uno stato definito ai limiti dell’emergenza, anche alla luce dei dati riportati dal Ministero della Giustizia. Nella relazione “Infrastrutture e digitalizzazione: Piano Carceri” della Corte dei conti, si sottolineano "gravi ritardi" e si evidenzia la necessità di "un'accelerazione urgente".
La relazione
Secondo la Corte dei Conti, i ritardi nella realizzazione delle strutture penitenziarie dipendono da diversi fattori: inadempienze da parte delle imprese appaltatrici, cambiamenti improvvisi nelle esigenze detentive non allineati con l’avanzamento dei lavori, e mancanza di fondi per apportare le necessarie modifiche ai progetti. I giudici contabili sottolineano inoltre l'importanza di rispettare il principio dell’individualizzazione della pena, che richiede di collocare i detenuti in base alla loro posizione giuridica e ai bisogni rieducativi. Per affrontare queste criticità, la Corte raccomanda all’Amministrazione di elaborare sin dall’inizio stime realistiche dei costi, accompagnate da una pianificazione efficiente delle risorse. È inoltre necessario definire linee guida per le carceri che siano coerenti con gli standard minimi stabiliti a livello europeo e internazionale.