
Almeno cinque i colpi esplosi in piazzale Gambara contro due cittadini ucraini: il 49enne è morto, mentre il 26enne, operato, non è più in pericolo di vita. Si attende il suo risveglio. Sentita la ragazza che si trovava con i due uomini al momento degli spari e che poi si era allontanata. Acquisite le telecamere del negozio e delle aree circostanti. Escluso il delitto di criminalità organizzata
È caccia al killer che ieri, 15 febbraio, ha sparato a due cittadini ucraini, uccidendone uno, in un panetteria-pasticceria in piazzale Gambara, a Milano. Almeno cinque i colpi esplosi, di cui quattro andati a segno: due hanno preso al fianco il 49enne Ivan Disar, morto poco dopo, mentre altri due hanno centrato il connazionale di 26 anni che, operato, non è più in pericolo di vita. Il killer è fuggito prima dell'arrivo dei soccorsi. Le forze dell'ordine hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza, sia della panetteria che delle aree circostanti, incluse le stazioni della metropolitana e le vie limitrofe. Come riporta il Corriere della Sera, è stata sentita dagli inquirenti la ragazza che era in compagnia dei due uomini e che si è allontanata dopo gli spari. L'ipotesi degli inquirenti è che alla base del delitto ci siano liti o rancori personali: niente criminalità organizzata, dunque.

Le indagini
Nella serata di ieri, i poliziotti hanno ascoltato il titolare del negozio, sotto choc, che ha detto di non aver visto nulla perché in quel momento era impegnato nel retro del locale per preparare l'ordinazione dei due ucraini. Si sarebbe tuttavia accorto, prima degli spari, dell'ingresso di una terza persona. Per trovare il killer, sarà fondamentale anche il racconto del 26enne ferito: si attende il suo risveglio per essere sentito. I due ucraini hanno qualche precedente penale ma non gravi: a quanto si apprende, non hanno dunque uno spiccato profilo criminale. Gli agenti della Squadra Mobile, che hanno sentito svariati testimoni, escludono che il delitto possa essere accaduto nell'ambito di un regolamento di conti nella criminalità organizzata ma propendono per un'iniziativa non pianificata (lite o rancori personali) dell'uomo, che sembra fosse già nei pressi della panetteria prima di entrare e fare fuoco.
Cosa è successo
Ieri pomeriggio, intorno alle 17, due cittadini ucraini sono entrati nella panetteria: hanno ordinato qualcosa da mangiare e il titolare del locale si è avviato in cucina. Un'ora e mezza dopo, alle 18:30, una terza persona è entrata nel negozio, sparando ai due avventori. Il 49enne è stato subito portato dai soccorritori del 118 al Policlinico di Milano, dove non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Il 26enne è stato invece trasportato all'ospedale San Carlo dove, operato, non è più in pericolo di vita. Il killer, come detto, è scappato. Inquietante lo scenario cui si sono trovati di fronte polizia e Scientifica al loro arrivo: macchie di sangue enormi sul pavimento, specie a pochi passi dal bancone principale, vicino a confezioni di acqua minerale accatastate in un angolo del panificio. Secondo indiscrezioni, ci sarebbero altri testimoni della sparatoria che in quel momento erano nell'enoteca accanto alla panetteria. Il loro racconto potrebbe risultare decisivo per risalire all'identità del killer, insieme alle immagini delle telecamere. Il panificio è proprio di fronte alla fermata Gambara della metro 1, sulla linea rossa.
