Palermo, la giudice Saguto arrestata dopo la condanna per corruzione

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All'indomani della sentenza definitiva, la donna è stata prelevata dalla Finanza alla clinica Margherita del capoluogo siciliano, dove era ricoverata per problemi di salute da 20 giorni. Per lei si aprono le porte del carcere Pagliarelli assieme al marito Lorenzo Caramma, anche lui condannato

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La giudice Silvana Saguto, condannata ieri per corruzione con sentenza definitiva, è stata prelevata dalla Finanza alla clinica Margherita di Palermo, dove era ricoverata per problemi di salute da 20 giorni. Sarà condotta nel carcere Pagliarelli dopo che saranno compiute le formalità di rito. Il marito Lorenzo Caramma, pure condannato, sarà portato nel carcere palermitano del Pagliarelli. Nel carcere di Rebibbia si è costituito il professore Carmelo Provenzano, mentre l'avvocato Gaetano Cappellano Seminara si è costituito nel carcere di Bollate. Entrambi sono stati ritenuti colpevoli di corruzione.

Condanna a sette anni e 10 mesi in via definitiva

A disporre l'arresto di Saguto, che deve scontare una condanna a sette anni e 10 mesi per corruzione diventata ieri definitiva, è stata la procura generale di Caltanissetta diretta da Fabio D'Anna. La Cassazione ha annullato, infatti, solo una parte residuale del verdetto d'appello a carico dell'ex giudice delle misure di prevenzione di Palermo, ordinando un nuovo giudizio per la rideterminazione della pena. Ma dai calcoli fatti dalla procura generale è emerso che la condanna divenuta irrevocabile è superiore ai quattro anni e quindi non può essere sospesa. Da qui la decisione di disporre l'arresto. Stesso ragionamento è stato fatto per il marito Lorenzo Caramma, che dovrà scontare sei anni e un mese e per gli ex amministratori giudiziari che la magistrata avrebbe favorito in cambio di regali e denaro, Carmelo Provenzano e Gaetano Cappellano Seminara, che hanno avuto rispettivamente sei anni e otto mesi e sette anni e sei mesi. 

E' stato arrestato l'uomo che avrebbe violentato durante il lockdown e messo incinta una ragazza disabile ricoverata all'Oasi di Troina mentre questa era positiva, 8 ottobre 2020. La Squadra Mobile di Enna  ha fermato come indiziato di delitto un operatore sanitario della struttura di 39 anni, accusato  di violenza sessuale aggravata dall'aver commesso il fatto ai danni di una donna disabile e nel momento in cui la stessa era a lui affidata. La violenza sarebbe avvenuta durante il lockdown, mentre l'Oasi di Troina era dichiarata zona rossa. Il fermo è stato disposto dai sostituti Procuratori di Enna, Stefania Leonte e  Orazio Longo, al termine del lungo interrogatorio in cui l'operatore ha confessato.
ANSA/ POLIZIA DI STATO
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