Incidenti sul lavoro, operaio muore al porto di Taranto

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A colpire Massimo De Vita è stato un telaio di ferro che si è improvvisamente sganciato. Sul posto anche 118, vigili del fuoco, Polizia e carabinieri

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Un addetto della compagnia portuale è morto questa mattina in un incidente sul lavoro nel porto di Taranto. A colpire Massimo De Vita è stato un telaio di ferro che si è improvvisamente sganciato mentre veniva fatto scendere in banchina da una nave che trasportava pale eoliche. Sul posto anche 118, vigili del fuoco, Polizia e carabinieri. L'incidente è avvenuto al quarto sporgente, nella parte pubblica, già teatro di altri gravi incidenti negli anni passati, ultimo quello dell’aprile 2021 in cui morì Natalino Albano, giovane operaio della Peyrani Sud. De Vita era un ex dipendente della società Taranto Container Terminal, di 40 anni, attualmente in carico alla Compagnia portuale e assegnato in somministrazione a una ditta d'appalto.

La dichiarazione dei sindacati

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"Siamo di fronte ad un'ennesima tragedia sul lavoro nel porto di Taranto. La sicurezza sul lavoro diventa sempre più una priorità ed una emergenza da affrontare" dichiarano i segretari Cgil, Cisl e Uil di categoria, Di Ponzio, Fiorino e Sasso che annunciano che alle 12 di oggi suoneranno le sirene delle navi in porto. Le sigle sindacali stanno valutando altre iniziative da assumere. Il movimento "Una città per cambiare" afferma che "è intollerabile che nel 2022 si muoia ancora a causa del lavoro, Taranto piange l'ennesimo morto. È l'ennesima tragedia che colpisce la città". In relazione all'incidente, Acciaierie d'Italia, ex Ilva, con una nota precisa "di non avere alcun coinvolgimento nelle operazioni che hanno condotto a tale incidente, né direttamente né tramite attività svolte da appaltatori per conto di Acciaierie d'Italia". La società "comunica inoltre di non avere in gestione lo sporgente numero 4 Lato Ponente del porto di Taranto". 

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