Naufragio della Costa Concordia, Nick Sloane a Sky TG24: "Così ho salvato la nave". VIDEO

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Parla il salvage master che ha guidato l'operazione di rotazione e rimozione del relitto dopo l'incidente: "Quei 30 mesi rappresentano l'esperienza più impegnativa della mia carriera. Nessuno pensava che sarebbe stata rimossa tutta intera". E ricorda una notte in particolare: "Fu terrorizzante dormire sull'isola, guardando la nave e sentendo il rumore che faceva nel collassare"

"Quei 30 mesi rappresentano l'esperienza più impegnativa della mia carriera". Così Nicholas (Nick) Sloane, intervistato da Sky TG24, ricorda l'impresa compiuta 10 anni fa, quando in qualità di salvage master ha coordinato l'operazione volta a ruotare e rimuovere il relitto della Costa Concordia. La nave era naufragata il 13 gennaio 2012, davanti all'Isola del Giglio, dopo aver colpito un gruppo di scogli (LO SPECIALE - L'EX COMANDANTE SCHETTINO - LA NAVE PRIMA E DOPO IL DISASTRO). Un procedimento chiamato "parbuckling", mai tentato prima per una nave di così tante tonnellate. "Nessuno pensava che sarebbe stata rimossa tutta intera. E la gente ci ha impiegato un bel po' a credere che alla fine sarebbe stata rimossa. Siamo stati fortunati. Sì, siamo stati fortunati. Abbiamo avuto una grande squadra, ma hai sempre bisogno di un po' di fortuna" (IL NAUFRAGIO IN 25 FOTO - CHI ERANO LE VITTIME).

"Avremmo pututo fallire numerose volte"

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"Sono nato a Kitwe, in Zambia, e sono cresciuto in Sudafrica - racconta Sloane a Sky TG24 -. Vivo a Città del Capo. Amo il mare e tutto ciò che lo riguarda. Non c'è niente di più eccitante per me di una bella tempesta invernale per entusiasmarmi. Lavoro nel settore da 38 anni e ognuno dei salvataggi ha avuto le sue specificità, ognuno le proprie sfide. A volte hai a che fare con navi in fiamme, altre volte navi che si sono scontrate, arenate, o si trovano in mezzo alle intemperie". La Costa Concordia - ricorda Sloane - "è stata una combinazione di tutte queste problematiche messe insieme. E ovviamente, visto che non si è trattato solo di un paio di settimane ma ci sono voluti 30 mesi prima che venisse trascinata via, quei 30 mesi rappresentano l'esperienza più impegnativa della mia carriera". Poi aggiunge: "Se si guarda all'intera operazione, ci sono state numerose volte in cui avremmo potuto fallire. Quando siamo saliti la prima volta a bordo, non sapevamo molto in realtà, a parte il fatto che era appoggiata su due scogli. Più informazioni tecniche raccoglievamo e le inserivamo nei modelli e più la situazione appariva complicata".

"Tanti pensavano che la nave avrebbe ceduto"

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"Il primo inverno, diciamo da fine ottobre-inizio novembre, abbiamo avuto dei giorni di fortissimo scirocco che arrivava direttamente dallo stretto di Messina, e che hanno avuto un terribile impatto sulla Concordia - racconta ancora Sloane -. Un giorno, a causa del tempo, è sprofondata di altri due metri in un colpo solo. Direi che il 50% dei membri della squadra pensò a quel punto che era finita, che non avrebbe funzionato". Sloane ricorda che "quella notte è stato piuttosto terrorizzante dormire sull'isola, guardando la nave e sentendo il rumore che faceva nel collassare, sprofondando di altri due metri. Dovemmo aggiornare i nostri modelli visto che la nave era sprofondata, e avremmo dovuto farla ruotare su se stessa. Non sapevamo se avrebbe resistito a queste nuove forze. Fino alla notte prima di iniziare i lavori, quasi tutti i consulenti e diverse altre persone pensavano che non avrebbe funzionato, che la nave avrebbe ceduto". E invece l'impresa fu compiuta.

"La mattina del 17 settembre era perfetta"

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Sloane arriva al momento cruciale: "Quel lunedì mattina, tra il 16 e il 17 settembre 2013, quando abbiamo riportato la nave in posizione verticale, è stato terribilmente snervante. A metà del processo abbiamo iniziato a essere più sereni, perché vedevamo che la struttura era abbastanza solida da poter essere raddrizzata. La mattina del 17 era ormai in posizione verticale, era perfetta". Poi il relitto è stato trasferito a Genova per essere smantellato.

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