Saman Abbas, l'accusa del fratello: "Lo zio l'ha strangolata". In 5 indagati per omicidio

Cronaca

Il racconto del fratello della ragazza scomparsa alle forze dell'ordine: "Non ha voluto dirmi dove ha nascosto il corpo". In un filmato al vaglio della Procura tre persone, poi identificate dagli inquirenti in zio e cugini indagati, si dirigono nei campi sul retro della casa. I carabinieri pensano che i tre abbiano preparato la fossa per l'occultamento del cadavere. Sono indagati anche i genitori. L'accusa è di omicidio premeditato

Il fratello di Saman Abbas, la giovane sparita da oltre un mese da Novellara dopo aver rifiutato un matrimonio combinato in Pakistan, ha raccontato che è stato lo zio, Hasnain Danish, ad aver pianificato l'omicidio e ad averla uccisa. Lo scenario emerge dal verbale della testimonianza del giovane, minorenne, ritenuta dal Gip "piena prova indiziaria" della responsabilità dello zio nell'omicidio, e "particolarmente credibile". Il ragazzo ha anche riferito che lo zio non gli ha voluto dire dove ha nascosto il corpo. "Io gliel'ho chiesto - ha raccontato - in quanto volevo abbracciarla un'ultima volta. Lui mi ha risposto di non potermelo dire". Sempre il giovane ha raccontato della reazione del padre, al rientro dello zio: "Si è sentito male e ha iniziato a piangere, stava quasi per svenire per mia sorella".

Il filmato con lo zio e i cugini di Saman

Al vaglio della Procura intanto c'è un video che viene ritenuto fondamentale per le indagini, che mostra tre persone - secondo gli inquirenti lo zio di Saman, Danish Hasnain, e due cugini - con due pale e un secchio, un sacchetto azzurro e un piede di porco, dirette verso i campi sul retro della casa di Novellara, la sera del 29 aprile scorso, per rientrare circa dopo due ore e mezza. La Procura contesta la premeditazione ai cinque indagati per omicidio dalla Procura di Reggio Emilia: i genitori di Saman, lo zio Danish e due cugini.

Pm: "Abbiamo verificato, non è in Belgio"

Intanto continuano le ricerche del corpo di Saman. "Proseguono le ricerche dei resti della persona offesa, che purtroppo riteniamo sia deceduta. Non darei nessun riscontro positivo a quello che ha detto il padre, abbiamo appurato che in Belgio non c'è la ragazza", ha detto inoltre la procuratrice. Il padre della giovane, dal Pakistan, aveva detto a un giornalista che Saman è viva, che si trova in Belgio, e di averla sentita.

Un altro video al vaglio degli inquirenti

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Secondo ipotesi investigative Saman sarebbe stata uccisa la sera del 30 aprile. Gli indagati sono tutti irreperibili tranne un cugino, Ikram Ijaz, fermato nei giorni scorsi a Nimes, in Francia, e del quale si attende l'estradizione. I coniugi Abbas sono volati in Pakistan a inizio maggio. Lo zio e l'altro cugino della ragazza sono in fuga, si presume in Europa.  Al 30 aprile risale un altro dei video al vaglio degli inquirenti estrapolati dalla telecamera di videosorveglianza nei pressi della casa della famiglia Abbas. I filmati di questa data sotto esame sono due: uno in cui si vede Saman uscire di casa con uno zaino insieme ai familiari, senza fare ritorno. Ad oggi è l'ultimo suo avvistamento. Poi ci sono altri frame in cui il padre rientra a casa e con sé ha lo zaino che prima era in spalla alla figlia. Per quanto riguarda il filmato del 29 aprile in cui si vedono uomini con due pale, un sacco, un secchio e un piede di porco, i carabinieri ritengono che i tre abbiano preparato la fossa per l'occultamento del cadavere. Il giorno dopo Saman sarebbe stata accompagnata con una scusa o false rassicurazioni dallo zio, che poi l'avrebbe uccisa. Zio che avrebbe scritto di “un lavoro fatto bene” in una chat a una persona molto vicina a lui, parlando della ragazza e della sua sparizione. Saman, quella stessa notte, avrebbe sentito parlare la madre con qualcuno della sua uccisione.

I tanti dubbi e le ricerche nei campi

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Ma nel quadro della scomparsa della giovane di origine pachistana ci sono ancora tanti dubbi. Per chiarirli sono attese la testimonianza del cugino fermato in Francia e l'audizione di un minore informato dei fatti, attualmente blindato in una comunità protetta. È il minore che avrebbe puntato il dito contro lo zio di Saman come esecutore materiale del delitto. I carabinieri del Nucleo investigativo e dei colleghi della stazione di Novellara stanno cercando ormai da giorni, senza sosta, il corpo della ragazza nelle campagne della Bassa Reggiana. Stanno passando al setaccio i campi dietro la casa e l'azienda agricola dove lavorava la famiglia Abbas. Una zona di pozzi, canali, troppo vasta e difficile anche per i cani molecolari, per cui a breve saranno impiegati sofisticati strumenti tecnologici in grado di scandagliare più a fondo i terreni.

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