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Vincita sospetta a Gratta e Vinci, bloccati tre milioni

Cronaca

Un giocatore incassa  in meno di 15 giorni due premi milionari con due biglietti vincenti. Una  coincidenza parsa molto strana alle autorità di vigilanza. Aperta inchiesta a Verona.

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La dea bendata? Sembra che stavolta ci abbia visto molto bene baciando per ben due volte lo stesso vincitore. Solo tanta fortuna? Ecco i fatti. Lo scorso 4 febbraio, un giocatore vince un milione di euro al Gratta e vinci acquistato in una tabaccheria nel modenese. Il 24 febbraio, raddoppia e vince  ben due milioni con un biglietto acquistato a Garda, in provincia di Verona, assieme ad un amico. L’uomo, da tre anni in Italia, lavora come piastrellista. Nei suoi confronti sono scattate le indagini da parte della Procura di Verona , in seguito ad una segnalazione scattata dall'Uif, l'Unita' di informazione bancaria della Banca d'Italia, che ha allertato la Guardia di Finanza :le fiamme gialle avevano scoperto che il 40enne aveva disposto un bonifico di 800mila euro sul suo conto corrente in un istituto di credito brasiliano. Nel mirino degli investigatori anche un assegno circolare da 80 euro, per una non meglio precisata donazione.

Il caso delle due vincite da tre milioni di euro

La  coincidenza è parsa molto strana alle autorità di vigilanza e il fortunato giocatore risulta ora indagato. lo difende il sul avvocato:  "Si tratta di un atto dovuto – ha spiegato il legale -, ma pur nella sua eccezionalita' siamo di fronte ad una doppia vincita assai fortunata". Finora non sarebbero emerse anomalie .

 

Il vincitore

"Va precisato - ha aggiunto il legale - che ci sono due indagini pendenti presso la Procura di Roma per accesso abusivo al sistema informatico di Lottomatica, la societa' concessionaria che distribuisce i biglietti del Gratta e vinci, ma sul mio cliente non ci sono stati accertamenti di nessun tipo". "Ci siamo attivati su richiesta dell'Uif che ha segnalato un'operazione che presentava obiettivi profili anomali" ha spiegato il comandante provinciale della Gdf di Verona, Vittorio Francavilla. "Le verifiche che abbiamo operato - ha concluso - sono state molto approfondite per eventualmente rilevare situazioni giuridicamente rilevanti, che al momento non sono emerse. Ai due indagati, il pm contesta il reato di riciclaggio: nel decreto di convalida del sequestro, il gip evidenzia la estrema improbabilità di vincite tanto «ravvicinate e consistenti». Inoltre la tesi della «fuga di notizie relativa ai biglietti vincenti in capo alla società concessionaria» risulta «oggetto di procedimento penale con indagini della Guardia di Finanza di Roma». E ci sarebbe un altro dettaglio, sospetto: il muratore, riscosse le prime due vincite, avrebbe addirittura «preannunciato in banca la necessità di procedere all’incasso di un terzo biglietto vincente», stavolta addirittura da 5 milioni.