ArcelorMittal, operaio licenziato dopo un post su una fiction. Sindacati: "Mobilitazione"

Cronaca
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Il dipendente ha perso il posto di lavoro dopo aver condiviso un post riguardo il telefilm “Svegliati amore mio”, che parla di una donna che lotta per la figlia che si è ammalata di leucemia. L’azienda ha definito le sue “affermazioni di carattere lesivo e minaccioso”. Il post faceva riferimento alle conseguenze dell’inquinamento ambientale, paragonando la situazione del telefilm a quella di Taranto. Il sindacato Usb annuncia lo sciopero a oltranza

Licenziato da ArcelorMittal per un post Fb sulla fiction “Svegliati amore mio”. Riccardo Cristallo ha perso così il posto di lavoro dopo 21 anni, per aver pubblicato sul proprio account quelle che l’azienda ha definito “affermazioni di carattere lesivo e minaccioso”. Il post, che invitava a vedere il telefilm, faceva riferimento alle conseguenze dell’inquinamento ambientale, paragonando la situazione della fiction a quella di Taranto. Il sindacato Usb ha annunciato lo sciopero a oltranza.

L'operaio: "Impugnerò il licenziamento"

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Riccardo Cristallo, 45 anni, padre di due figli, si è difeso spiegando: “Ho fatto solo copia e incolla di un post su Facebook e per questo sono stato licenziato da ArcelorMittal, dopo un provvedimento disciplinare di sospensione. ArcelorMittal mi contesta di aver leso l’immagine della società. E questo perché qualche giorno fa ho condiviso sulla pagina Facebook che ho con mia moglie un post scritto da altri con cui si invitava a vedere la fiction Svegliati amore mio in onda su Canale 5. Il post conteneva frasi che facevano riferimento a situazioni di inquinamento ambientale, io abito a Taranto mica a Trento e credo di non essere stato l’unico a condividerlo”. E annuncia: "Adesso impugnerò il licenziamento".

L'altro operaio sospeso

A condividere il medesimo post, in effetti, c’era stato anche un altro operaio, poi sospeso insieme a Cristallo. Ma lui è riuscito a evitare il licenziamento rivolgendo scuse pubbliche e incontrando l'azienda: “Intendo prendere le distanze da una mia precedente pubblicazione in bacheca – ha scritto in un nuovo messaggio - Chiedo pubblicamente scusa e tale post non aveva, nelle mie intenzioni, finalità denigratorie ed offensive verso nessuno”.

Il sindacato: "Durissima mobilitazione"

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Il sindacato Usb di Taranto in risposta ha annunciato uno sciopero a oltranza che comincerà alle ore 7 di mercoledì 14 aprile. Il coordinatore Franco Rizzo ha commentato: “Non è altro che un gravissimo attacco alla democrazia e in particolare alla libertà di espressione e opinione. Si tratta dell’ennesimo schiaffo, come se non bastasse quanto fatto in precedenza a tutta la comunità jonica, che al danno aggiunge la beffa” E conclude: “Stigmatizziamo tutto questo e preannunciamo una durissima mobilitazione, mirata a chiedere unicamente che questa multinazionale, il suo AD e i suoi discepoli vengano immediatamente cacciati da Taranto”.

Il post incriminato

Il post condiviso dai due operai riportava queste parole: “La fantomatica acciaieria Ghisal altro non è che lo stabilimento siderurgico di Taranto. Non mi meraviglio che interessi forti si siano mossi per occultare l’ennesima tragedia che colpisce i bambini della nostra città. Non mi meraviglio ma lo trovo vergognoso. Chiedo a voi, lo chiedo a noi, inviate questo messaggio a chiunque di vostra conoscenza affinché la storia di questa bambina non rimanga coperta. In nome del profitto la vita dei bambini tarantini non conta, assassini”. Parole giudicate da ArcelorMittal come denigratorie verso “l’azienda stessa e il suo management, anche attraverso affermazioni di carattere lesivo e minaccioso”. 

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