Stanotte torna l’ora legale: cos’è, quando scatta e quali vantaggi porta

Cronaca

Nella notte tra il sabato e la domenica successiva all’equinozio di primavera, quest’anno dunque fra oggi 27 marzo e domani 28, si spostano le lancette un’ora in avanti. Si dorme quindi di meno ma la luce diurna dura di più. Un cambio che però fa discutere l’Europa e che potrebbe avvenire per l’ultima volta proprio nel 2021

Scatta l’ora legale nella notte tra oggi, 27 marzo, e domani. Lancette dunque spostate in avanti di un’ora: si dormirà di meno ma farà buio più tardi la sera. Quella del cambio dell’ora, però, è una questione che fa discutere l’Europa: questa del 2021, infatti, potrebbe essere l’ultima volta in cui si passa dall’ora solare (che da calendario torna il 31 ottobre 2021) a quella legale.

La storia dell’ora legale

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Ora legale, perché l’Italia dice no all’Europa e decide di mantenerla

In Italia l’ora legale esiste dai tempi della Prima guerra mondiale, esattamente dal 1916. Avere un’ora in più di luce portava infatti numerosi risparmi e vantaggi all’epoca del conflitto. Il passaggio fu poi abolito a partire dal 1920 ma nei decenni successivi venne reintrodotto e nuovamente abolito diverse volte. Nel 1966 l’ora legale fu definitivamente ristabilita, era un periodo di crisi energetica in cui serviva sfruttare meglio la luce del sole nel tardo pomeriggio e alla sera. L’ora in più di luce restò in vigore dal 1966 al 1980 per quattro mesi all’anno (da maggio a settembre), ma dal 1981 arrivò una ulteriore novità con l’introduzione dell’ora legale notte tra il sabato e la domenica successiva all’equinozio di primavera, più semplicemente nell’ultima domenica di marzo. L’ultima modifica ai tempi dell’ora legale risale al 1996: da allora il passaggio dall’ora solare a quella legale avviene con uguali tempi (fusi orari a parte) e modalità tra tutti gli Stati dell’Unione Europea.

Vantaggi e svantaggi dell’ora legale

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Ora legale: come combattere insonnia e malumore legati al cambio

L’invenzione dell’ora legale è spesso attribuita all’inventore americano Benjamin Franklin, che nel 1784 scrisse una lettera satirica pubblicata su un giornale di Parigi, nella quale suggeriva scherzosamente ai parigini di alzarsi più presto al mattino per sfruttare la luce solare e risparmiare sul costo delle candele. In realtà, al di là della satira di Franklin nei confronti dei cittadini francesi, i vantaggi e gli svantaggi dell’ora legale sono da tempo oggetto di discussione: soprattutto per i Paesi dell’Europa del sud come l’Italia, c'è infatti un notevole risparmio energetico e dunque economico. Secondo Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale, "nel 2020 i benefici dell'ora legale hanno determinato un risparmio pari a 400 milioni di kWh (quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 150mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 205mila tonnellate e un risparmio economico pari a circa 66 milioni di euro". Un risparmio che, se si considera il periodo che va dal 2004 al 2020, arriva fino a un miliardo e 720 milioni di euro. Non sono però soltanto i vantaggi economici a caratterizzare l’ora legale: sulla bilancia gli esperti mettono anche gli svantaggi del cambio. Dormire un’ora in meno da un giorno all’altro può causare infatti insonnia e di conseguenza stanchezza, irritabilità, stress e perdita della concentrazione. Inconvenienti temporanei dovuti al nostro orologio biologico che funziona in relazione con la luce naturale e deve adattarsi al cambiamento improvviso.

Ultimo anno dell’ora legale?

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Abolizione ora legale: ok da Parlamento Europeo ma nel 2021

Nell’estate 2018 il Parlamento europeo ha approvato l’abolizione dell’obbligo per gli Stati membri di passare da un’ora all’altra due volte all’anno. Ogni Stato è quindi libero di decidere entro aprile 2021 se adottare per sempre l’ora legale, quella solare o continuare ad alternarle. Se i Paesi del Nord, come Finlandia e Polonia, spingono per la fine dell’ora legale, quelli del Sud preferirebbero una soluzione diversa. La Francia si è già espressa con un voto popolare per mantenerla tutto l’anno. L’Italia, invece, propende ancora per l’alternanza, soprattutto per ragioni economiche. Diversi sono, invece, i tempi e le regole dell’ora legale nel resto del mondo e ci sono Paesi in cui esiste solo l’ora solare, come la Russia, che dal 2014 ha abolito l’ora legale. Negli Stati Uniti l’ora legale – che lì è chiamata DST, Daylight Saving Time, “risparmio diurno di luce” – è in vigore dal 14 marzo. 

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