Covid e scuola, Sebastiani (Cnr): passaggio da dad ad aula “fa crescere indice Rt del 25%”

Cronaca
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Il matematico dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone” del Cnr spiega che ci sono “numerosi studi relativi a decine e decine di Paesi che dimostrano che il passaggio dalla didattica a distanza a quella in presenza fa crescere l'indice Rt del 25%, mentre il passaggio inverso lo fa abbassare nella stessa misura”. "Il problema non è la scuola in sé – aggiunge – quanto il complesso delle attività connesse”

“Ci sono numerosi studi relativi a decine e decine di Paesi che dimostrano che il passaggio dalla didattica a distanza a quella in presenza fa crescere l'indice Rt del 25%, mentre il passaggio inverso lo fa abbassare nella stessa misura”. A dirlo è stato il matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone” del Cnr. Intervenendo su Rai Radio 1, ha aggiunto: "Il problema non è la scuola in sé, che è sicura, quanto il complesso delle attività connesse, come i trasporti e la stessa socialità” (COVID: GLI AGGIORNAMENTI LIVE - LO SPECIALE).

Sebastiani: “La situazione è preoccupante”

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Secondo Sebastiani, “la situazione purtroppo è preoccupante e in diverse regioni e province la curva del contagio sta crescendo in modo esponenziale”. “Per fortuna ci sono anche realtà diverse, come la Sardegna, mentre la Lombardia è tornata a essere in primo piano come un anno fa, probabilmente per un insieme di cause: il numero dei residenti, la densità, la mobilità, fattori ambientali. C'è sempre un certo sbilanciamento verso il nord, ma anche regioni come Molise e Basilicata hanno problemi”, ha sottolineato il matematico. Che ha aggiunto: “Abbiamo a disposizione due armi. La prima è la vaccinazione, che da un lato riduce la mortalità e protegge le categorie più fragili e dall'altro riduce la circolazione del virus. L'altra sono le restrizioni, che funzionano: quelle adottate per Natale, ad esempio, hanno abbassato la curva della positività ai test dal 13 all'8%”.

Epidemia in Italia è di nuovo in fase di crescita esponenziale

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Nei giorni scorsi Sebastiani aveva spiegato come la situazione dell'epidemia di Covid-19 in Italia è confrontabile a quella che si registrava nel Regno Unito nel dicembre 2020, quando la curva di incidenza dei positivi mostrava una crescita esponenziale con un tempo di raddoppio pari a 5.2 giorni. L’epidemia nel nostro Paese, aveva detto, è di nuovo in fase di crescita esponenziale, come era avvenuto in ottobre, ma questa volta il tempo di raddoppio è più basso: 5 giorni contro i 7 di allora, probabilmente per effetto delle varianti. “Nell'analoga fase esponenziale iniziale della seconda ondata, nelle prime tre settimane di ottobre 2020, il tempo di raddoppio era di circa 7 giorni. Il fatto che il tempo di raddoppio sia ora più basso rispetto ad ottobre è compatibile con la maggior diffusività di alcune delle varianti del virus che attualmente circolano nel nostro Paese". 

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