Covid, il governo valuta Italia in zona rossa o arancione nei giorni festivi e prefestivi

Cronaca
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L’esecutivo pensa a nuove restrizioni per le date più “delicate” come Natale, Capodanno e Santo Stefano: fra le ipotesi interventi per evitare assembramenti nelle vie dello shopping, maggiori controlli e la chiusura anticipata di bar e ristoranti. Si lavora anche alle eccezioni per i piccoli Comuni. Lunedì la riunione tra i capidelegazione della maggioranza, il Cts e alcuni ministri. Conte: "Dobbiamo continuare a impegnarci"

Una nuova stretta per Natale, con l'ipotesi di un'Italia di fatto tutta in zona rossa o arancione nei festivi e prefestivi e, unica eccezione, uno specifico allentamento per gli spostamenti fra i piccoli Comuni. L'ipotesi, a quanto apprende l'Ansa al termine della riunione dei capi delegazione, è adottare norme omogenee in tutto il Paese, con un irrigidimento delle disposizioni come annunciato anche da Angela Merkel in Germania, per evitare la terza ondata della pandemia di Covid-19 (AGGIORNAMENTI SPECIALE). Ma stasera non si sarebbe entrati nello specifico delle misure, in attesa dell'incontro previsto domani tra i capidelegazione della maggioranza, il Cts e alcuni ministri - tra cui Luciana Lamorgese e Francesco Boccia - per fare il punto sulla situazione attuale dal punto di vista del rischio sanitario e capire se ci sono preoccupazioni particolari connesse al rischio di assembramenti in vista dei prossimi giorni.

L’ipotesi di un nuovo Dpcm e regole per bar e ristoranti

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Il cambio di passo del governo potrebbe concretizzarsi nelle prossime ore, con una serie di interventi mirati a evitare che Natale e Capodanno si trasformino nel punto di partenza per la terza ondata del virus. E non è escluso a questo punto che possa esserci anche un nuovo Dpcm, per intervenire sugli aspetti più problematici: interventi per evitare gli assembramenti nelle vie e nelle piazze dello shopping e nelle zone centrali delle grandi città - prevedendo maggiori controlli e chiusure mirate o anticipando le limitazioni orarie serali e la chiusura di bar e ristoranti - e frenare i grandi spostamenti, dunque sia quelli tra le regioni - che però si interromperanno a partire dal 21 dicembre per effetto del Dpcm già in vigore - sia quelli all'interno delle stesse. Ma i ristoranti, si apprende, rimangono un nodo: ci sono "rigoristi" e sostenitori della linea morbida. Questi ultimi divergono con i primi che spingono per la chiusura anche a pranzo, come avviene per le zone rosse o arancioni.

Si discute sulle deroghe per i piccoli Comuni

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Intanto si discute anche delle eccezioni per i piccoli Comuni. Si valuta - si apprende da fonti del governo - una deroga che dia, a chi abiti in città sotto i 5.000 abitanti, la possibilità di spostarsi anche fuori dal Comune entro i 30 chilometri. Una decisione non è ancora presa: una valutazione si farà domani, nel confronto con il Cts. Ma viene data per acquisita la scelta di consentire una possibilità di spostamento il 25, 26 dicembre e l'1 gennaio fuori dal territorio comunale, a chi abiti nelle cittadine più piccole. Il tutto si dovrebbe tradurre in una mozione di maggioranza che impegni il governo, da depositare lunedì al Senato ed essere votata mercoledì in Aula, quando è già previsto il voto sulla mozione del centrodestra che punta a far saltare il blocco previsto per gli spostamenti tra tutti i Comuni.

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