Università, 800 docenti e ricercatori chiedono di riaprire in presenza

Cronaca

Centinaia di professori e ricercatori degli atenei italiani hanno firmato una lettera aperta destinata al ministro Gaetano Manfredi: “Si riapre tutto ma nessuna misura per le Università. Ripiegare sulla didattica a distanza per altri sei mesi è una sconfitta”

Una lettera aperta al ministro dell'Università Gaetano Manfredi per chiedere la riapertura in presenza. È questo il modo scelto da oltre 800 tra docenti e ricercatori delle università italiane che hanno firmato la missiva destinata al ministro, in un momento in cui la fase più critica dell'emergenza coronavirus sembra superata (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE). "Il Dpcm del 4 marzo ha disposto la chiusura delle Università su tutto il territorio nazionale. Dapprima prevista fino al 18 marzo, la chiusura si è protratta senza soluzione di continuità fino ad oggi”, si legge nella lettera. “Si riapre la mobilità fra Regioni, Sono state assunte misure per la progressiva riapertura di fabbriche, uffici, esercizi commerciali, enti pubblici, e anche dei luoghi di ritrovo e di socializzazione, ma nessuna misura relativa alla riapertura delle Università. Si sono studiati (fortunatamente) protocolli per far svolgere in sicurezza gli esami di Maturità in presenza, ma non gli esami universitari delle sessioni estive" (L'INTERVISTA A SKY TG24 DEL MINISTRO MANFREDI)

La lettera al ministro Manfredi

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Le centinaia di docenti e ricercatori delle università italiane proseguono dicendo: “Temiamo che quando si dice che ‘conviene' proseguire l'insegnamento in modo prevalentemente telematico fino a gennaio 2021, si pensi che l'istruzione superiore italiana conti meno delle vacanze in spiaggia, dell'aperitivo al bar, del giro al centro commerciale. Temiamo che dietro questo atteggiamento ci sia piuttosto una concezione della funzione dell'istruzione superiore che riteniamo inaccettabile”.

“Ripiegare su didattica a distanza è sconfitta”

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La lettera prosegue spiegando le aspettative dei docenti e ricercatori universitari: “Crediamo sia sbagliato ritenere che la presenza fisica degli studenti nelle Università sia tranquillamente sostituibile con i corsi telematici e la Didattica a Distanza. In questo senso guardiamo con preoccupazione anche alle diverse soluzioni 'blended' su cui insiste in tutte le occasioni pubbliche il Ministro dell'Università Gaetano Manfredi". Per questi docenti, "ripiegare sulla didattica a distanza (per una parte consistente degli studenti) per altri sei mesi" è "una sconfitta che implica la rinuncia alla ragion d'essere dell'Università e apre la strada alla messa in discussione delle Università".

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