Coronavirus, presidente Trivulzio: "Ho pensato alle dimissioni. Indagini atti dovuti"

Cronaca

Maurizio Carrara commenta l'iscrizione nel registro degli indagati del dg della struttura: "Necessario e inevitabile per vederci chiaro". Se fossero riscontrate carenze, afferma, "sarebbe gravissimo e inquietante". Pm di Milano indagano su oltre 100 morti nell'istituto

L’iscrizione del direttore generale del Pio Albergo Trivulzio, Giuseppe Calicchio, nel registro degli indagati “è un atto dovuto, credo anche necessario e inevitabile per vederci chiaro”. Maurizio Carrara, presidente della struttura per anziani milanese, commenta così, in un’intervista a Repubblica, l’indagine aperta dalla procura di Milano sulle morti – oltre 100 - avvenute nell'istituto dopo lo scoppio dell'epidemia di coronavirus (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE). Il presidente del Trivulzio afferma di aver "pensato alle dimissioni". E a una domanda sulle polemiche sulle carenze di protocolli e dispositivi di sicurezza e sulla mancanza di tamponi nella struttura, denunciate da medici, infermieri e parenti, risponde: se “fossero riscontrate sarebbe un fatto gravissimo e inquietante”. Il presidente del Trivulzio afferma poi che “al Consiglio d’indirizzo è stato espressamente rappresentato che non sono stati presi pazienti Covid” e che “l’Unità di coordinamento Cov-2 ha sempre ribadito che i dispositivi di protezione individuale sono stati forniti nei casi e nei modi previsti dalla normativa Covid. Giuro sul mio onore che non avevo alcun motivo di dubitare”.

L’inchiesta sulle oltre 100 morti al Pio Albergo Trivulzio

Sono oltre 100, ma si parla di un totale di quasi 150, le morti avvenute al Pio Albergo Trivulzio dopo lo scoppio dell'epidemia di coronavirus. Ma altri fascicoli sono stati aperti su altre case di riposo, l'istituto Don Gnocchi e della Sacra Famiglia di Cesano Boscone, con altre decine e decine di decessi al vaglio. Al lavoro sul caso del Trivulzio ci sono anche gli ispettori del Ministero della Salute e una commissione istituita da Regione Lombardia, che tra l'altro si occuperà anche dei casi di altre 15 Rsa. Il direttore generale del Pio Albergo Trivulzio, Giuseppe Calicchio, è indagato per epidemia colposa e omicidio colposo. Un atto "dovuto, tecnico e formale", come è stato precisato, per svolgere gli accertamenti sulle cartelle cliniche, sui protocolli interni, per acquisire documenti, interrogare e sentire testimoni. Il dg ha sostenuto di aver rispettato le procedure, i protocolli interni ma anche le direttive della Regione e quelle ministeriali.

Pm al lavoro su presunte carenze che avrebbero alimentato il contagio

I pm dovranno verificare tutte le presunte carenze che avrebbero contribuito ad alimentare il contagio al Trivulzio: dall'assenza di tamponi e mascherine alle presunte minacce agli infermieri che le utilizzavano, fino ad eventuali omissioni nelle cartelle cliniche e nelle cure fornite e alla "commistione" tra anziani e pazienti dimessi dagli ospedali ed anche al ruolo dell'amministrazione regionale nella predisposizione di linee guida e piani pandemici.

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