Coronavirus, ministero della Salute: via libera a tamponi rapidi e test in auto

Cronaca

La nuova circolare indica le categorie da sottoporre ai test: pazienti ospedalizzati, operatori sanitari esposti a maggior rischio, soggetti fragili e persone con infezione respiratoria ricoverati nelle Rsa. E chiarisce: da test anticorpi poche evidenze

Via libera ai test molecolari veloci, cioè ai tamponi rapidi. E, nelle aree di alta trasmissione del Covid-19, via libera anche all' utilizzo di laboratori mobili o "drive-in clinics", con i campioni prelevati dal finestrino aperto dell'automobile del paziente. A stabilirlo è la nuova circolare del ministero della Salute che fa chiarezza anche sulle categorie da sottoporre ai test per il coronavirus: pazienti ospedalizzati, operatori sanitari esposti a maggior rischio, soggetti fragili e persone con infezione respiratoria ricoverati nelle Rsa (CORONAVIRUS: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - LE GRAFICHE CON I NUMERI DEI CONTAGI – LE FOTO SIMBOLO).

Chi viene sottoposto al test

Per i sanitari si prevede una via accelerata per ottenere i risultati del test entro le 36 ore. Inclusi nella circolare anche gli operatori dei servizi pubblici essenziali sintomatici, anche affetti da lieve sintomatologia, per decidere l'eventuale sospensione dal lavoro. E ancora, operatori, anche asintomatici, delle Rsa e altre strutture residenziali per anziani. Indicati, infine, le persone a rischio di sviluppare una forma severa della malattia e categorie come anziani con malattie polmonari, tumori, malattie cerebrovascolari, insufficienza cardiaca e patologie renali.

Sono 11 i test validati. Da test anticorpi poche evidenze

Nello specifico, sono 11 i test a tampone rapido validati dal ministero della Salute e indicati nella nuova circolare di 24 pagine. Vengono indicate anche le aziende produttrici. Le Regioni potranno dunque approvvigionarsi di questi test, che dovranno essere processati nei laboratori indicati dalla stessa circolare e il cui numero è stato potenziato. Dal ministero, inoltre, viene precisato che i test sierologici per la rilevazione degli anticorpi coronavirus "sono molto importanti nella ricerca e nella valutazione epidemiologica della circolazione virale", ma "come attualmente anche l'Oms raccomanda, per il loro uso nell'attività diagnostica d'infezione in atto da SARS-CoV-2, necessitano di ulteriori evidenze sulle loro performance e utilità operativa". 

Controlli sui malati con infezioni respiratorie

Poi, una precisazione anche su come agire nelle aree in cui c'è ancora una limitata trasmissione del virus. "Se si dispone di risorse sufficienti", vanno effettuati "test diagnostici in tutti i pazienti con infezione respiratoria", spiega il ministero. I tamponi non vanno comunque effettuati in assenza di prescrizione medica o ospedaliera. Per ottimizzare le risorse, i pazienti che sono stati già confermati positivi, inoltre, "non devono essere sottoposti ad ulteriori test diagnostici per Covid-19 fino al momento della guarigione clinica che deve essere supportata da assenza di sintomi e tampone naso-faringeo ripetuto due volte a distanza di almeno 24 ore e risultati negativi per la presenza di SarsCov2 prima della dimissione".

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