Coronavirus, Ministero Istruzione: per scuole no a didattica a distanza senza spiegazioni

Cronaca

Il Miur ha pubblicato una nota con le informazioni operative sulla didattica a distanza. Il ministro Azzolina: "Sezione su ragazzi disabili e bisogni educativi speciali". Manfredi (Università e ricerca): anno accademico chiuderà regolarmente

Il sito del Ministero dell'Istruzione ha pubblicato una nota con le indicazioni operative sulla didattica a distanza per le scuole, resa necessaria a causa dell'emergenza coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - LE FOTO SIMBOLO DELL’EMERGENZA). “Gli istituti ce l'avevano chiesta. Ci lavoravamo da giorni”, ha spiegato il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina. “Ora è pubblicata e contiene anche una sezione specifica, importantissima, sui ragazzi con disabilità e con bisogni educativi speciali che, oggi più che mai, meritano particolare cura e attenzione” (LO SPECIALE SCUOLA).

Didattica contro rischio demotivazione

Tra i temi trattati dalla nota pubblicata dal Ministero dell'Istruzione per offrire chiarimenti e supporto alle istituzioni scolastiche, ci sono delucidazioni su cosa si intende per didattica a distanza, la questione della privacy, la progettazione delle attività, l'attenzione agli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, la valutazione delle attività didattiche a distanza. "La didattica a distanza, in queste difficili settimane, ha avuto e ha due significati", si legge nel documento. Da un lato, sta servendo a "mantenere viva la comunità di classe, di scuola e il senso di appartenenza", combattendo "il rischio di isolamento e di demotivazione". Dall'altro lato, è essenziale per "non interrompere il percorso di apprendimento" (LE SOLUZIONI PER STUDIARE DA CASA).

Ministero: no a didattica senza spiegazioni

"Il solo invio di materiali o la mera assegnazione di compiti, che non siano preceduti da una spiegazione relativa ai contenuti in argomento o che non prevedano un intervento successivo di chiarimento o restituzione da parte del docente, dovranno essere abbandonati, perché privi di elementi che possano sollecitare l’apprendimento”, si legge nella nota pubblicata dal Ministero dell'Istruzione. "La didattica a distanza prevede infatti uno o più momenti di relazione tra docente e discenti, attraverso i quali l'insegnante possa restituire agli alunni il senso di quanto da essi operato in autonomia, utile anche per accertare, in un processo di costante verifica e miglioramento, l'efficacia degli strumenti adottati", si legge nel documento.

“Evitare carico eccessivo di compiti”

La nota specifica che "occorre evitare sovrapposizioni e curare che il numero dei compiti assegnati sia concordato tra i docenti, in modo da scongiurare un eccessivo carico cognitivo. Per questo motivo il ruolo del registro elettronico è prezioso. E occorre sottolineare che si tratta comunque, è opportuno ricordarlo, di uno strumento, utile anche e soprattutto in questi frangenti e svincolato dalla "fisicità" del luogo nel quale la didattica si esercita. Come del resto altri strumenti possono essere utili, purché ne sia chiaro lo scopo". In un altro passaggio è scritto: "Il collegamento diretto o indiretto, immediato o differito, attraverso videoconferenze, videolezioni, chat di gruppo; la trasmissione ragionata di materiali didattici, attraverso il caricamento degli stessi su piattaforme digitali e l'impiego dei registri di classe in tutte le loro funzioni di comunicazione e di supporto alla didattica, con successiva rielaborazione e discussione operata direttamente o indirettamente con il docente, l'interazione su sistemi e app interattive educative propriamente digitali: tutto ciò è didattica a distanza”.

Ecco come fare al meglio didattica distanza

Tra le indicazioni del ministero dell'Istruzione alle scuole si legge: “Per la scuola dell'infanzia è opportuno sviluppare attività, per quanto possibile e in raccordo con le famiglie, costruite sul contatto 'diretto' (se pure a distanza), tra docenti e bambini, anche solo mediante semplici messaggi vocali o video veicolati attraverso i docenti o i genitori rappresentanti di classe, ove non siano possibili altre modalità più efficaci. Non si tratta, comunque, di nulla di diverso di quanto moltissime maestre e maestri stanno compiendo in queste giornate e stanno postando sul web, con esperienze e materiali che sono di aiuto alla comunità educante e costituiscono un segnale di speranza per il Paese". Per la scuola secondaria di primo e di secondo grado “il raccordo tra le proposte didattiche dei diversi docenti del Consiglio di Classe è necessario per evitare un peso eccessivo dell'impegno on line, magari alternando la partecipazione in tempo reale in aule virtuali con la fruizione autonoma in differita di contenuti per l'approfondimento e lo svolgimento di attività di studio". "In particolare negli istituti tecnici e professionali, caratterizzati da una didattica declinata tipicamente nella duplice dimensione della teoria e della pratica laboratoriale, ove non sia possibile l'uso di laboratori digitali per le simulazioni operative o altre formule, che pure diverse istituzioni scolastiche stanno promuovendo, il docente progetta - in questa fase - unità di apprendimento che veicolano contenuti teorici propedeutici, ossia da correlare in un secondo momento alle attività tecnico pratiche e laboratoriali di indirizzo", conclude il ministero.

Prevista assunzione di 1000 assistenti tecnici

Nel testo finale del decreto Cura Italia è prevista anche "l'assunzione di 1000 nuovi assistenti tecnici che, in questa fase di emergenza, potranno dare sostegno alle attività di didattica a distanza per le scuole", ha annunciato inoltre la ministra Azzolina.

Manfredi: anno accademico chiude regolarmente

Intanto Gaetano Manfredi, ministro dell'Università e della ricerca, ha precisato che "abbiamo già centinaia di laureati e gli esami si stanno svolgendo regolarmente: l'università è attiva grazie alla didattica a distanza. Sono tranquillo che l'anno accademico si chiuderà regolarmente, seppur in una forma innovativa". Per quanto riguarda le scuole, aggiunge che "riprenderemo quando potremo garantire la sicurezza, però il risultato che si sta ottenendo con la formazione a distanza va al di là delle nostre aspettative, forse in questa difficoltà si sta avviando un processo di modernizzazione. I ragazzi stanno lavorando da casa, creando comunità virtuali, è una cosa positiva". Tra l'altro, "su richiesta degli studenti c'è la possibilità di mettere a disposizione dei device forniti temporaneamente”.

Azzolina: anno scuola non sarà più lungo. Esami? Seri

Nella giornata di ieri, sempre sul tema scuola, la ministra Azzolina aveva detto che "le scuole riapriranno quando avremo certezza che il quadro epidemiologico ci permetta di mandare i nostri ragazzi a scuola nella massima sicurezza". D'altra parte "ci sono studenti e docenti che stanno facendo più di quello che facevano in classe. Quindi direi al momento che né l'anno si allungherà né altro. Non parliamo di 6 politico a scuola". Sulla maturità ha assicurato che si stanno “prospettando diversi scenari, l'esame sarà serio e sarà tarato sulla base degli apprendimenti raggiunti".

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