Coronavirus, i provvedimenti delle Diocesi su messe, matrimoni e funerali

Cronaca

Le autorità religiose si adeguano alle ordinanze emanate dalle Regioni, di concerto con il governo nazionale. Messe sospese nella maggior parte dei casi. In Liguria e nella Diocesi di Milano funerali e matrimoni con la sola presenza dei parenti

Messe sospese in tutta la Lombardia, ma anche a Venezia, a Piacenza e a Modena. Funerali e matrimoni con soli parenti in Liguria e nella Diocesi di Milano. Gli effetti dei provvedimenti per limitare la diffusione del coronavirus (AGGIORNAMENTI) riguardano anche le funzioni religiose, con le Diocesi delle aree coinvolte dall’epidemia, che si sono adeguate alle ordinanze emanate dalle Regioni, di concerto con il governo nazionale (TUTTE LE MISURE - I CONSIGLI DEL MINISTERO DELLA SALUTE SUI SOCIAL - TUTTO QUELLO CHE BISOGNA SAPERE).

La sospensione delle messe in Lombardia

Tutte le funzioni religiose in tutta la Lombardia sono state sospese e gli oratori sono stati chiusi. Così le diocesi hanno recepito l'ordinanza della Regione Lombardia per l'emergenza coronavirus. A Milano, l’arcivescovo Mario Delpini, ha disposto “la sospensione delle Celebrazioni Eucaristiche con concorso di popolo a partire dall'orario vespertino di domenica 23 febbraio 2020 e fino a data da definire a seguito dell'evolversi della situazione”. Sul sito della Diocesi di Milano si legge “che i funerali e i matrimoni possano essere celebrati, ma con la presenza dei soli parenti stretti.

In Liguria funerali e matrimoni con soli parenti

Stesso provvedimento in Liguria dove restano aperte chiese e curie, ma sono sono sospese le celebrazioni "con concorso di popolo”. Matrimoni e funerali possono essere celebrati soltanto con la presenza dei parenti stretti, vengono annullati eventi nei locali e nelle opere parrocchiali, ed è sospesa la benedizione alle famiglie. Queste le disposizioni dei vescovi liguri, che seguono l'ordinanza del presidente della Regione Liguria, di concerto con il governo, legata al coronavirus.

Lo stop del Patriarcato di Venezia

Stop alle messe anche nel Patriarcato di Venezia, incluse quelle del mercoledì delle Ceneri e quelle domenicali, alle liturgie e alle devozioni come la Via Crucis. La decisione è del patriarca Francesco Moraglia, in applicazione dell'ordinanza della Regione Veneto. In sostituzione del precetto festivo e del mercoledì delle Ceneri, i fedeli sono invitati a "un tempo conveniente alla preghiera e alla meditazione, eventualmente anche aiutandosi con le celebrazioni trasmesse tramite radio e televisione”. Per i funerali, saranno possibili le sepolture, anche con la benedizione della salma alla presenza delle persone più vicine del defunto, ma senza la celebrazione della Messa o di altra liturgia.

A Padova Basilica Sant’Antonio aperta solo per preghiere

Le chiese e i santuari presenti nel territorio diocesano di Padova, comprese la frequentatissima Basilica di Sant'Antonio e il Santuario di San Leopoldo, rimarranno aperte per chi vorrà recarsi a pregare, evitando assembramenti di persone, ma non saranno celebrate le messe. Lo ha stabilito la Diocesi euganea. Le limitazioni per il resto ripropongono quel che è stato deciso nella diocesi di Venezia: sospese messe, funerali, attività di catechesi e oratori. Alle Cucine economiche popolari, luogo di assistenza ai senzatetto, verranno distribuiti i cestini con i pasti da consumare fuori della struttura.

Messe sospese a Piacenza, a Modena e a Carpi

Messe sospese quasi ovunque a Piacenza e Modena e misure analoghe al vaglio in altre diocesi dell'Emilia-Romagna. A Piacenza il vescovo Gianni Ambrosio esprime vicinanza e invita alla preghiera per le persone ammalate e dispone, per le parrocchie cittadine "la sospensione della celebrazione pubblica dell'Eucaristia festiva e feriale e di tutte le iniziative comunitarie (celebrazioni liturgiche, compresa la processione e il rito del mercoledì delle ceneri, incontri di preghiera, conferenze) e la chiusura degli oratori e di altri luoghi di ritrovo di pertinenza religiosa". A Modena e Carpi sono sospese le celebrazioni feriali fino a sabato: "In sostituzione della celebrazione del Mercoledì delle Ceneri, il 26 febbraio, i fedeli sono invitati a un momento di preghiera e meditazione personale e in famiglia, anche con l'ausilio delle celebrazioni trasmesse alla radio e alla televisione”.

In Piemonte anche la “messa senza fedeli”

Dalla chiusura dei luoghi di culto alla "messa senza fedeli". Sono le misure adottate dalle varie curie piemontesi per l'emergenza Coronavirus. L'arcidiocesi di Vercelli ha disposto lo stop alle celebrazioni liturgiche a Santhià, Salasco e San Germano, ordinando anche la chiusura delle chiese dei tre paesi. A Ivrea il vescovo Edoardo Cerrato ha invitato i parroci a "valutare ragionevolmente la situazione" e, nel caso, a officiare "anche senza la presenza del popolo" in modo che i fedeli possano comunque "unirsi spiritualmente alla preghiera". A Torino saranno celebrate le messe ma non si svolgeranno attività pubbliche a livello di curia e diocesi. Quanto al rito delle Ceneri (previsto per mercoledì 26 febbraio) l'indicazione ai sacerdoti è di imporre le ceneri "direttamente sul capo dei fedeli senza alcun contatto fisico”.

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