Foggia, bomba distrugge negozio a Orta Nova poco dopo corteo contro mafia ed estorsioni

Cronaca

L'ordigno è esploso davanti ad un negozio di biancheria intima. La deflagrazione ha provocato molti danni. La titolare: “Mai minacciata”. L’episodio è avvenuto a poche ore dal corteo di Libera a Foggia, che ha radunato migliaia di persone contro le mafie

Un nuovo attentato dinamitardo è stato compiuto in provincia di Foggia. Una bomba è esplosa all'alba davanti ad un negozio di biancheria intima che si trova in corso Aldo Moro ad Orta Nova, a pochi chilometri da Foggia. La deflagrazione ha provocato molti danni all'attività commerciale: divelta la saracinesca, distrutta l'insegna, in frantumi le vetrine e parte degli arredi interni. L’episodio è avvenuto a poche ore dal corteo di Libera di venerdì sera proprio a Foggia, che ha radunato migliaia di persone in piazza contro le mafie.

La titolare: “Mai minacciata”

La titolare del negozio distrutto dalla bomba è la 38enne Marianna Borea, sorella del presidente del Consiglio comunale di Orta Nova, Paolo Borea, al quale è stata incendiata l'auto il mese scorso. Ai carabinieri la titolare del negozio ha detto di non avere mai ricevuto richieste estorsive o minacce. Secondo quanto accertato finora, per realizzare l'ordigno piazzato davanti al negozio, è stato usato lo stesso esplosivo per gli assalti ai bancomat con la cosiddetta "tecnica della marmotta".

Il corteo di Libera a Foggia

Intanto, nella serata di venerdì 10 gennaio, i cittadini di Foggia hanno risposto in massa all'appello di Libera contro le mafie scendendo per strada e riprendendosi la città dopo la raffica di attentati e un omicidi avvenuti nei primi giorni dell'anno. Sono stati 20mila i partecipanti, secondo la Questura, al corteo a fianco di don Ciotti, ai parenti delle vittime di mafia, ad associazioni, e a rappresentanti delle istituzioni tra cui la ministra Teresa Bellanova, il presidente della Regione, Michele Emiliano, il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. Circa 250 le associazioni che hanno aderito all'iniziativa.

Le parole di Don Ciotti

Alla testa del corteo, il fondatore di Libera don Luigi Ciotti: "Siamo qui per disinnescare la miccia della paura e della rassegnazione. Siamo qui per fare emergente i tanti valori della nostra terra affinché ci sia un cambiamento”, ha detto. Il vescovo, monsignor Vincenzo Pelvi, ha sottolineato la vicinanza della Chiesa "a coloro che soffrono e che sono tentati dall'indifferenza che è la malattia spirituale di questi tempi". In corteo anche il procuratore della Dda di Bari, Giuseppe Volpe, e il procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro.

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