Festa del Tricolore: la storia della nostra bandiera

Cronaca
La festa del Tricolore è stata istituita dalla legge numero 671 del 31 dicembre 1996 (foto d'archivio)

Nato a Reggio Emilia a fine Settecento, lo stendardo rappresentava inizialmente la Repubblica Cispadana. Fu adottato poi dal Regno d'Italia, con lo stemma regale dei Savoia, prima di diventare bandiera ufficiale della Repubblica nel giugno 1946

Il 7 gennaio di ogni anno l'Italia celebra la sua bandiera con la Festa del Tricolore. Il vessillo che rappresenta il nostro Paese è riconosciuto fra i principi fondamentali della Costituzione: "La bandiera della Repubblica – si legge  - è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni". Colori e dimensioni che affondano le radici nella storia risorgimentale, periodo in cui ha preso forma l'Unità d'Italia.

 

La bandiera italiana: i colori

Il tricolore italiano nacque il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia, sulla scorta degli sconvolgimenti successivi alla rivoluzione francese (1789-1799). In quella data, la bandiera venne adottata dal Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni. L'assemblea decretò "che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti". La Repubblica Cispadana era allora una delle numerose repubbliche di ispirazione giacobina nate a seguito della campagna d'Italia di Napoleone, ispirate al principio dell'autodeterminazione dei popoli. La scelta di utilizzare il tricolore con il verde, il bianco, e il rosso da parte della neonata Repubblica è dovuta con ogni probabilità al fatto che alcuni reparti militari "italiani", costituiti all'epoca per affiancare l'esercito di Bonaparte, utilizzassero stendardi simili. Tra questi, come si legge sul sito della Presidenza della Repubblica, c'erano i vessilli reggimentali della Legione Lombarda, contrassegnati da tre colori particolarmente radicati nel patrimonio collettivo della regione: il bianco e il rosso comparivano nello stemma comunale di Milano (croce rossa su campo bianco), mentre verdi erano, fin dal 1782, le uniformi della Guardia civica milanese. Questo vessillo, negli anni successivi, venne adottato anche dalla Legione Italiana, che raccoglieva i soldati delle terre dell'Emilia e della Romagna, ragione per la quale probabilmente diventò poi la bandiera dalla Repubblica Cispadana con l'aggiunta di uno stemma: un turcasso contenente quattro frecce, circondato da un serto di alloro e ornato da un trofeo di armi.

La bandiera nel Risorgimento

La maggior parte delle repubbliche, compresa la Cispadana, non sopravvisse alla Restaurazione e rientrò nell'orbita dell'Impero Asburgico. Ma il Tricolore era ormai popolare in tutta la Penisola e veniva considerato uno dei simboli più importanti del Risorgimento. A testimonianza di quanto la bandiera a tre bande fosse radicata nella coscienza colletiva dell'epoca ci sono le parole di Goffredo Mameli nel suo "Canto degli Italiani" del 1847: "Raccolgaci un'unica bandiera, una speme"; e quelle di re Carlo Alberto di Savoia nel proclama della Prima Guerra d'Indipendenza, Il 23 marzo 1848: "Vogliamo che le Nostre truppe (…) portino lo Scudo di Savoia sovrapposto alla Bandiera tricolore italiana".

 

La conferma dell’Assemblea Costituente

Il tricolore rimase per consuetudine quello della Prima Guerra d'Indipendenza sino al 1925, quando una legge dello Stato ne definì i modelli, aggiungendo la corona reale allo stemma, bordato d'azzurro. Il simbolo regale, però, scomparve dopo la nascita della Repubblica, quando il decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilì la foggia provvisoria della nuova bandiera. Modello confermato definitivamente dall'Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947, che inserì il Tricolore nell'articolo 12 della Carta Costituzionale.

La cerimonia del 2021 dedicata al personale sanitario

La Festa del Tricolore è stata istituita dalla legge numero 671 del 31 dicembre 1996. Giovedì 7 gennaio, la bandierà sarà esposta in tutti gli edifici sede di uffici pubblici ed istituzioni, mentre la classica celebrazione dell'alzabandiera di Reggio Emilia sarà inevitabilmente condizionata dalla pandemia. La Festa del Tricolore nel 224° anniversario della bandiera celebrerà il lavoro degli operatori sanitari per fronteggiare la diffusione del Covid19. Il sindaco Luca Vecchi consegnerà una copia della bandiera alla direttrice generale dell'Ausl locale, Cristina Marchesi, di fronte all'ospedale Santa Maria Nuova, che verrà illuminato di verde, bianco e rosso: un gesto che vuol essere un omaggio a tutti i medici e al personale sanitario. Le celebrazioni si svolgeranno in forma ridotta a causa delle restrizioni anti-Covid e la cerimonia sarà trasmessa sui canali Youtube e Facebook del Comune di Reggio Emilia. Alle 10.30 si terranno l'alzabandiera e l'esecuzione dell'inno nazionale in piazza Prampolini, alla presenza del sindaco Vecchi e del Prefetto Iolanda Rolli. Alle 11 sarà la volta degli interventi istituzionali: dalla Sala del Tricolore parlerà il sindaco, mentre in videocollegamento ci saranno il governatore della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il presidente della Provincia reggiana Giorgio Zanni e lo scrittore Antonio Scurati, vincitore del premio Strega 2019, per una lectio magistralis.

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